Lo studio medico di una pediatra a Tallinn, in Estonia, il 7 novembre 2014.
  • 08 Mar 2016 15.05

L’Estonia avrà presto un sistema sanitario a prova di hacker

08 marzo 2016 15:05

E se gli hacker, invece di limitarsi a spiare i vostri dati finanziari, potessero aggiungere un milione di dollari al vostro debito? O dieci milioni di dollari?

Secondo Mike Gault, amministratore delegato di Guardtime, la manomissione dei dati non è un’ipotesi da escludere. E non solo con i dati finanziari, ma anche con quelli sanitari, le informazioni militari e altri dati sensibili. Guardtime, un’azienda di sicurezza informatica estone, sta aiutando il paese a trasferire le cartelle cliniche dei suoi cittadini su una banca dati che usa la tecnologia blockchain (catena di blocchi di dati), che nessuno può manomettere.

Le istituzioni finanziarie vanno pazze per la blockchain, la tecnologia alla base di bitcoin, perché la considerano un modo per rivoluzionare il mondo della finanza. Ma questa tecnologia può anche garantire la sicurezza dei dati privati. La blockchain è sostanzialmente un registro digitale che, grazie ad alcuni trucchi, registra ogni modifica in modo indelebile.

Questo significa che può essere usato come banca dati anche per le informazioni sanitarie. Quando si accede alla cartella clinica di qualcuno, la blockchain registra l’azione e gli eventuali cambiamenti. In questo modo l’informazione rimane sicura e a prova di hacker: nessuno può modificarla senza lasciare tracce. Inoltre i cittadini potranno controllare i dati personali attraverso un pannello di controllo.

Alcuni funzionari d’intelligence hanno espresso la preoccupazione che gli hacker possano manipolare i dati dei governi, non solo rubarli

L’Estonia è un paese molto sviluppato dal punto di vista digitale, con oltre mille servizi pubblici digitali. Già da molti anni i cittadini sono in grado di accedere alla loro cartella clinica e ad altri dati online, vedere quali altre persone li hanno consultati e consentirvi l’accesso ad altre persone (come gli specialisti medici). Ma una blockchain impedirebbe agli hacker di nascondere le proprie tracce quando accedono ai dati o li modificano nel corso di un attacco, avvisando l’utente con un messaggio se qualcuno ha cercato di accedere ai suoi dati.

Con i sistemi di protezioni tradizionali come i firewall, può passare molto tempo prima che un attacco informatico sia rilevato. Quando la catena di distribuzione Target è stata attaccata dagli hacker, è passato un mese prima che l’azienda se ne accorgesse. Negli Stati Uniti, la National security agency (Nsa) non sa ancora a quali dati ha avuto accesso Edward Snowden. Con un sistema di sicurezza fondato sulla blockchain un simile furto di dati non sarebbe passato inosservato.

Garantire l’integrità di dati importanti, fare sì che non siano alterati, è un tema importante per i governi. Alcuni dei principali funzionari d’intelligence statunitensi hanno espresso la preoccupazione che in futuro gli hacker non si limiteranno a rubare i dati ai governi, ma li manipoleranno per seminare sfiducia e danneggiare le attività del governo.

L’Estonia sarà il primo paese a usare una blockchain in questo modo, secondo un comunicato stampa diffuso il 3 marzo. Altri governi si stanno lentamente convincendo a usare la tecnologia blockchain. Nel gennaio 2016 un rapporto del Government office of science del Regno Unito ha consigliato al governo di cominciare a testare la “tecnologia a registro distribuito” (un altro nome per la tecnologia blockchain). Anche altri paesi, come la Russia e il Giappone, stanno valutando la possibilità di adottarlo.

(Traduzione di Federico Ferrone)

Questo articolo è uscito su Quartz.

This article was originally published in Quartz. Click here to view the original. © 2015. All rights reserved. Distributed by Tribune Content Agency.

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