Una famiglia rom nel villaggio di Râmnicelu, in Romania, il 18 febbraio 2008.
  • 10 Mar 2016 15.20

Luoghi comuni su noi zingari

10 marzo 2016 15:20

Le affermazioni qui sotto sui rom, “i miei zingari”, mi sono state riferite in diverse circostanze e nelle occasioni più disparate.

Siamo ballerini e musicisti nati

Sì, fratello. Bella per te! Possiamo anche camminare sull’acqua e addirittura volare, con o senza l’aiuto delle scope, grazie al patrimonio genetico che ci ha dotati di ossa piene d’aria. Le braccia forti e le mani grandi sono ulteriori doni ricevuti dal nostro “sottodio” (perché noi delle minoranze non siamo mica degni di avere lo stesso dio degli altri popoli…) e ci aiutano quando dobbiamo affrontare voli più lunghi. Questo è anche il motivo per cui le linee aeree ungheresi sono fallite e anche la Tarom, la compagnia di bandiera romena, sta andando così male.

Per bilanciare la discriminazione genetica a nostro favore abbiamo aperto per i più dotati di talento tra voi non rom delle scuole di volo dove insegnano solo gli istruttori più bianchi tra di noi, una naturale premura che è segno di rispetto e sensibilità culturale. Potete trovarci facilmente presso Il Cigno viaggiatore. Le esercitazioni pratiche si svolgono sulla tratta Bucarest-Vienna, con atterraggio su quel lago dove voi ancora credete – dando retta a una vecchia leggenda metropolitana – che noi zingari abbiamo rubato dei cigni per poi cucinarli e mangiarli. E il tutto nonostante le ripetute smentite ufficiali.

Ogni anno abbiamo migliaia di casi di bambini rom che nascono con uno strumento musicale in mano. Non solo: nella nostra stirpe far nascere i bambini sopra un pianoforte è una vecchia tradizione. Tutti gli altri, invece, vengono al mondo con una corda vocale in più e con il gene del ritmo.

Prevediamo il futuro

Vero. Tu, lettore, passerai periodi difficili e felici. Sarai triste, annoiato e, ogni tanto, depresso. Amerai e odierai la gente. Avrai o non avrai dei figli, ma è più probabile che ne avrai. E sicuramente morirai.

Chiunque altro ti dirà che sa leggere il futuro – politici, professori, amici, psicoterapeuti, psicologi, psicopatici o ogni altra voce interiore che, per accento o colore, non dimostri in maniera inequivocabile la sua appartenenza all’etnia dei cartomanti – ti mentirà.

Se hai intenzione di andare a farti predire il futuro da una zingara, è tutto ancora più semplice: sarai presto imbrogliato. È molto probabile che ti sentirai meglio dopo quest’esperienza chiromantica, ma sempre di imbroglio si tratterà. Se invece sei un hipster puoi scrivere su Facebook che hai degli amici rom. Se sei razzista, sei salvo: nessuno ti potrà accusare di essere una bestia perché odi persone che non conosci ma che a te sembrano “zingari”.

C’è anche chi pensa che, oltre a leggere il futuro, siamo stregoni capaci di fare sortilegi. Per questo abbiamo goduto di quasi cinquecento anni di schiavitù e siamo stati praticamente cancellati dalla faccia della terra dai regimi nazisti d’Europa. In realtà l’unico miracolo è che c’è ancora gente che crede che noi rom abbiamo poteri magici nonostante la storia terribile che abbiamo vissuto e il razzismo con cui siamo costantemente benedetti.

Tradizioni segrete e misteriose

Ne abbiamo. Le pratichiamo in un universo parallelo dove non esistono i razzisti, dove non tutti gli idioti hanno titoli accademici di cui vantarsi, e dove i testi scientifici non sono pubblicati da politici in prigione. In questo universo non siamo i criminali o la feccia della società, a seconda degli ordini o delle direttive che ricevono i giornalisti, i politici o qualsiasi cretino che è diventato all’improvviso uno specialista della “questione rom” in qualche studio televisivo di emittenti controllate da uomini finiti in carcere o a rischio di finirci presto.

Qui non abbiamo neanche il problema che si presenta sporadicamente quando qualche pazzo che parla bene di noi viene immediatamente insultato e bollato come nemico del popolo romeno. Né abbiamo il rischio di incontrare la tipica sostenitrice dei rom, bella e romena autentica, che per queste sue posizioni sarà subito etichettata come “un’ingenua che non sa su quale pianeta vive”.

I rom sono stupidi e non vogliono studiare

Sì, capo! Come tutti i genitori anche i padri e le madri rom auspicano fortemente che i loro figli diventino dei cretini funzionali. La mia stirpe crede fermamente che in futuro starà meglio chi sarà sporco, affamato e povero. Questo perché siamo anime libere, che hanno un rapporto straordinario con la natura e preferiscono sfamare i figli a forza di arcobaleni e rugiada. Spesso d’inverno mandiamo i bambini fuori casa a piedi nudi per fargli sentire l’anima di Gaia sulla pelle. E preferiamo l’accattonaggio al calduccio e alla comodità delle scuole private che potrebbero corrompere il nostro legame con lo spirito del pianeta.

Gli scolari delle famiglie più povere (quelle che fanno parte del quarto più povero della popolazione) hanno l’8,6 per cento di possibilità di arrivare all’università. Per i ricchi (il quarto più ricco della popolazione) la percentuale è nove volte più alta. Questo succede negli Stati Uniti.

In tutto il mondo ci sono ancora troppe persone incapaci di capire il nesso tra secoli di schiavitù, povertà, discriminazione e il rendimento scolastico di determinati individui. Questo non li rende né intelligenti né pragmatici. Tutt’al più li può far diventare opinionisti in tv o politici di grido.

(Traduzione di Mihaela Topala)

Questo articolo è stato pubblicato dal quotidiano romeno Dilema Veche.

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