Dilema Veche

È un settimanale romeno.

Le apparenze ingannano

Ormai volo almeno due volte alla settimana e generalmente uso il tempo del viaggio per lavorare, così non presto troppa attenzione a quello che mi succede intorno. Leggi

Un adolescente con la testa sempre nel pallone

Ho cominciato a giocare a calcio con la Cfr Craiova, la squadra dei ferrovieri della città. Da adolescente sono stato incredibilmente felice. Gli ultimi due anni del liceo sono stati probabilmente il periodo più duro di tutta l’epoca comunista, ma per me sono stati fantastici. Leggi

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Breve romanzo di formazione con cerbottana e fionda

Nella mia classe, alle medie, c’erano tre rom: Gabriela Butuşină, Carmen Voica e Dan. Probabilmente Claudia era di famiglia mista, come me. Gli altri, invece, si comportavano come se le loro famiglie fossero discese direttamente dai romani e dai daci rappresentati sulla colonna di Traiano e non arrivate da qualche villaggio sperduto in provincia di Craiova. Leggi

L’autunno in cui ho scoperto l’amore

Ho dodici anni, ne compirò tredici a dicembre. E sono innamorato della principessa bionda del mio palazzo fino alla punta delle mie orecchie a sventola. Le ho chiesto l’amicizia e lei ha accettato con fare regale, all’inizio della primavera. Aspetto con trepidazione che esca dall’aula per tenerle la mano. Leggi

Tre giorni di stupore puro a Mumbai

È l’inizio di gennaio, ma a Mumbai c’è la madre di tutte le canicole. Siamo incolonnati in una coda lunghissima e, quando riesco a uscire dall’aeroporto, mi sento pieno di speranza. Leggi

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I ragazzi di Ferentari tirano fuori il meglio delle persone a Bucarest

Probabilmente a Ferentari vive la maggior parte dei ragazzi di Bucarest che hanno problemi di droga. E probabilmente qui c’è il più alto numero di adolescenti che si prostituiscono. Il quartiere di Ferentari non è un bel posto, ma ha il potere di tirar fuori il meglio dalle persone. Leggi

Come sono diventato italiano 

Mi trovo in una meraviglia di albergo a 1.900 metri di altitudine, sulle Dolomiti. Da qui si può salire fino a tremila metri, dove c’è un ghiacciaio. Nessun discendente della stirpe degli Ignat e dei Ciolan era mai arrivato a queste altitudini. Leggi

Ladri in giacca e cravatta

Sto raccogliendo trifoglio insieme a mia zia Geta e a mia cugina Karina. Ne “prendiamo in prestito” un po’ dai comunisti. Geta è sposata con un tedesco di Romania che ascolta di continuo Radio Free Europe, così anch’io mi sono convinto che rubare alla cooperativa sia una specie di atto eroico. Da questi fatti sono passati più di trent’anni e lo stato, dove ora regnano corruzione e nepotismo, è ancora il soggetto da cui è più facile “prendere in prestito”. Leggi

Contro il razzismo cominciamo a imparare dai nostri errori

Traian Băsescu è stato presidente della Romania tre volte, dal 2004 al 2014. In una di queste occasioni ha detto alle persone che aveva di fronte, tra cui io, che gli zingari si riconoscono facilmente perché “hanno i palmi delle mani gialle, come quelle di Ilie Năstase” (famoso tennista degli anni settanta). Ho pensato che fosse un’idea geniale. Leggi

Un marziano nel governo della Romania

Sono un tecnocrate. Guardandomi allo specchio, quasi non riesco a dirmelo senza provare disgusto per l’immagine che vedo riflessa. L’esecutivo è nato dai negoziati con i partiti, che in qualsiasi momento possono decidere che non è nel loro interesse averci al governo. Perché quanto più successo avremo noi tecnici, tanto meno risulteranno credibili i partiti. Leggi

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Romanzo di formazione tra ciliegie e funerali

È estate, ho quasi nove anni e sto cominciando la seconda elementare. Ci siamo trasferiti a Craiova due anni fa. Sono determinato a farmi degli amici nel palazzo, perché mia madre non mi lascia più andare nel quartiere degli zingari, oltre la ferrovia. Ho il sedere pieno di lividi per le botte rimediate da mamma e, anche se sono già passati diversi giorni, non riesco ancora a stare seduto. Leggi

Lo zingaro che fa fare bella figura

Tre anni fa sono stato invitato a un incontro nella sede di una banca, dove ho avuto l’opportunità di parlare subito dopo Andrei Pleşu, uno dei più importanti intellettuali romeni. Qui sotto trascrivo il mio discorso di allora, che rappresenta molto bene come mi sento in questi giorni. Ho usato il termine “zingaro” per sottolineare il tono provocatorio delle mie parole. Di solito, infatti, userei la parola “rom”. Leggi

Il mio folle anno da militare prima della caduta di Ceaușescu

Sono una lepre. Tradotto in gergo militare significa che devo correre come un pazzo da un soldato all’altro per consegnargli ogni sorta di informazioni. Non sia mai che i “nemici” decidano di invaderci. Leggi

Nascita, vita e morte di una persona povera

Nasci. I tuoi genitori vivono di aiuti sociali o di piccoli reati e riciclando rifiuti. Sempre che tu abbia la fortuna di avere entrambi i genitori. L’asilo e poi la scuola saranno esperienze dolorose. Ogni fine settimana lavoro con ragazzini di famiglie che da quattro generazioni sono intrappolate in questo sistema. Leggi

Ai confini della Romania per portare quindici paia di stivali

“A pelato di merda!”, mi urla un ragazzino grassoccio che avrà circa dodici anni. Sono a Craica, all’estrema periferia di Baia Mare. Ai lati del binario di una ferrovia dismessa sono state costruite un’ottantina di baracche. È sempre la stessa storia: adulti con tanti bambini e bambini con altri bambini. Leggi

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Il principio della felicità

Diverse ricerche dimostrano che esseri umani con vite completamente diverse possono raggiungere un livello di felicità abbastanza simile. Una persona che ha perso un braccio e una che ha vinto la lotteria dopo un certo periodo di tempo tornano ad avere un livello di felicità analogo. Gli psicologi chiamano questo meccanismo “adattamento edonico”. Leggi

Luoghi comuni su noi zingari

Le seguenti affermazioni sui rom, “i miei zingari”, mi sono state riferite in diverse circostanze e nelle occasioni più disparate. Leggi

Un rom in viaggio da Gaza a Gerusalemme

Sono in macchina insieme a due palestinesi. Per entrare a Gerusalemme i controlli sono umilianti. Sembro palestinese quanto basta per essere perquisito scrupolosamente. Il soldato israeliano avrà 18 o 19 anni, porta un’arma troppo grande per lui e mi urla addosso come impazzito. Ho passato qualche giorno in Israele e nella Striscia di Gaza e ho l’impressione che una parte di me sia morta. Leggi

Cambiare davvero le cose può essere semplice

Facebook mi ha fatto tornare in mente un’istantanea che ha due anni: la foto di tredici ragazzi sorridenti alla fine degli allenamenti di calcio e di basket. Ogni sabato faccio un po’ di sport con i bambini di una delle zone più disagiate del quartiere di Ferentari, a Bucarest. Ricordo che il giorno della foto nel centro era appena arrivato un ragazzino nuovo. Aveva sette anni, ma ne dimostrava quattro. Leggi

Il più bel giorno del 1984

È l’anno di grazia 1984 e faccio il primo anno di liceo. L’inverno è una meraviglia, con tanta neve e tanto freddo. La temperatura dentro casa è più o meno la stessa di fuori, senza ovviamente la neve. Ogni volta che mia madre prepara il brodo, con un po’ di buona volontà in casa si potrebbe anche pattinare: sulle pareti in meno di tre ore si crea una sottile pellicola di ghiaccio. Ma abbiamo la fortuna di essere troppo poveri per avere i pattini, e comunque mamma non ci lascia mai camminare per casa con le scarpe. Leggi

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