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Le apparenze ingannano

Ormai volo almeno due volte alla settimana e generalmente uso il tempo del viaggio per lavorare, così non presto troppa attenzione a quello che mi succede intorno. Leggi

Romania senza cura

In Romania ci sono sempre meno medici: da quando il paese è entrato a far parte dell’Unione europea, nel 2007, molti sono andati a lavorare all’estero, soprattutto in Francia, Germania e Regno Unito. Leggi

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Un adolescente con la testa sempre nel pallone

Ho cominciato a giocare a calcio con la Cfr Craiova, la squadra dei ferrovieri della città. Da adolescente sono stato incredibilmente felice. Gli ultimi due anni del liceo sono stati probabilmente il periodo più duro di tutta l’epoca comunista, ma per me sono stati fantastici. Leggi

I figli delle badanti lasciano l’Italia per costruirsi un futuro in Romania

“Piccola Firenze”, c’è scritto così sull’insegna del negozio di fiori alla fine della strada principale che taglia in due il paese, Nehoiu, circa dodicimila abitanti, centocinquanta chilometri a nordest di Bucarest. Ci avviamo al pub e cominciamo a conoscere i “ragazzi italiani” che sono tornati a casa: Costantin, Bogdan, Gabriel e gli altri sono partiti per l’Italia poco più che maggiorenni, molti di loro hanno ancora la madre che vive e lavora a Firenze come badante. Leggi

Cancellato il decreto all’origine delle manifestazioni di piazza in Romania
Cancellato il decreto all’origine delle manifestazioni di piazza in Romania. La camera dei deputati di Bucarest ha votato a larga maggioranza un provvedimento che cancella il decreto approvato dal governo il 31 gennaio. Il provvedimento depenalizzava alcuni reati di corruzione e aveva fatto nascere grandi manifestazioni contro il governo socialdemocratico. Il senato aveva già votato a favore del suo ritiro.
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Il potere dei senza potere in Romania

Da settimane in Romania il termometro non sale sopra lo zero. Eppure ci riuniamo a centinaia di migliaia in piazza e per strada per esercitare il nostro potere contro la paura, il freddo, la miseria umana, la corruzione, il disprezzo, l’arroganza. Per mostrare che la politica dev’essere etica e al servizio delle persone. Leggi

Continuano le proteste contro il governo in Romania
Continuano le proteste contro il governo in Romania. Circa cinquantamila romeni sono tornati in piazza a Bucarest per protestare contro il governo socialdemocratico di Sorin Grindeanu. Le proteste di oggi seguono quelle di inizio febbraio che, nella più grande mobilitazione popolare dalla caduta del dittatore Nicolae Ceausescu nel 1989, hanno costretto il governo a ritirare la proposta di un nuovo decreto anticorruzione e il ministro della giustizia Florin Iordache a dimettersi.
Colori di protesta
In Romania si è dimesso il ministro della giustizia.
In Romania si è dimesso il ministro della giustizia. Florin Iordache si è dimesso in seguito all’ondata di proteste scatenate dal decreto sulla corruzione, poi abrogato dal governo socialdemocratico. Iordache ha difeso il decreto dicendo che è legale e costituzionale. Il premier Sorin Grindeanu aveva attribuito al ministro della giustizia la responsabilità della legge che prevedeva la depenalizzazione dell’abuso d’ufficio.
La battaglia della Romania

Non si fermano in Romania le proteste contro il governo, neanche dopo il ritiro il contestato disegno di legge sulla corruzione. Il 6 febbraio almeno 500mila persone sono scese in piazza contro una nuova versione del decreto allo studio presso il ministero della giustizia. Leggi

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Continuano le proteste contro il governo in Romania.
Continuano le proteste contro il governo in Romania. Per oggi è prevista una nuova manifestazione nazionale, anche se il governo ha ritirato il contestato disegno di legge sulla corruzione. L’opposizione chiede le dimissioni del premier Sorin Grindeanu, che però intende restare al suo posto. Grindeanu inoltre ha chiesto al ministro della giustizia di preparare una nuova proposta di legge sui reati di corruzione simile a quella appena ritirata.
A Bucarest scende in piazza la democrazia

La Romania ha venti milioni di abitanti. Gli Stati Uniti sedici volte di più. La Romania non ha un grande peso sulla scena internazionale. Gli Stati Uniti sono la prima potenza economica e militare del mondo. Eppure entrambi hanno dato una lezione di democrazia al mondo protestando, in nome della legge, contro i governi che hanno eletto, a novembre a Washington e a dicembre a Bucarest. Leggi

Il governo romeno presenterà una nuova proposta di legge sull’abuso d’ufficio e altri reati di corruzione
Il governo romeno presenterà una nuova proposta di legge sull’abuso d’ufficio e altri reati di corruzione. Il ministro della giustizia ha annunciato che il piano sarà presentato il 6 febbraio, dopo che il premier Sorin Grindeanu ha revocato il decreto precedente accogliendo le richieste dei manifestanti. Le proteste, le più grandi dalla caduta del dittatore Nicolae Ceausescu nel 1989, accusavano la legge, che aveva l’intento ufficiale di alleviare la pressione sul sistema carcerario, di essere uno scudo per i politici accusati di corruzione e continueranno fino a martedì.
La nuova Romania scende in piazza contro la corruzione

Trecentomila manifestanti in un paese di venti milioni di abitanti: la partecipazione dei romeni alla protesta contro il decreto del governo che depenalizza alcuni reati di corruzione è stata eccezionale. E segna l’emergere dei giovani e della classe media, che chiedono più democrazia e più trasparenza. Leggi

La corte costituzionale romena chiede al governo di motivare il decreto anticorruzione
La corte costituzionale romena chiede al governo di motivare il decreto anticorruzione. Interpellata dai magistrati, la corte ha decretato il 2 febbraio che il governo deve presentare entro cinque giorni le sue argomentazioni. Il 1 febbraio più di 200mila persone erano scese in piazza per condannare l’approvazione d’urgenza di un decreto che depenalizza alcuni reati di corruzione. L’esecutivo guidato dal socialdemocratico Sorin Grindeanu ha motivato la decisione con l’esigenza di svuotare le carceri, che sono sovraffollate. Ma alcuni pensano sia un tentativo di liberare alcuni alleati politici condannati per corruzione. Il 2 febbraio il ministro del commercio Florin Jianu ha annunciato le dimissioni su Facebook.
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Breve romanzo di formazione con cerbottana e fionda

Nella mia classe, alle medie, c’erano tre rom: Gabriela Butuşină, Carmen Voica e Dan. Probabilmente Claudia era di famiglia mista, come me. Gli altri, invece, si comportavano come se le loro famiglie fossero discese direttamente dai romani e dai daci rappresentati sulla colonna di Traiano e non arrivate da qualche villaggio sperduto in provincia di Craiova. Leggi

La Romania scende in piazza contro le manovre del governo

Raramente a Bucarest si sono viste manifestazioni così grandi. Il 1 febbraio decine di migliaia di persone sono scese in piazza per opporsi al decreto che riduce le pene per i reati di corruzione, approvato a sorpresa dal nuovo governo socialdemocratico. Leggi

Le piccole cose da fare per aiutare chi vive nei quartieri poveri di Bucarest

Sono stato in diversi quartieri ghetto dove abitano soprattutto rom. La povertà di questi luoghi ha effetti devastanti su chi ci vive. A Ferentari, Bucarest, faccio parte di un gruppo di 50 volontari che riescono ad aiutare un centinaio di bambini, e le loro famiglie, a costruirsi nuove opportunità. Leggi

È stato nominato il nuovo premier della Romania.
È stato nominato il nuovo premier della Romania. Il presidente Klaus Iohannis ha indicato il socialdemocratico Sorin Grindeanu come nuovo primo ministro del paese, mettendo fine a settimane di incertezza in seguito alla vittoria della sinistra alle elezioni parlamentari dell’11 dicembre. Grindeanu ha 43 anni ed è l’ex ministro delle comunicazioni. Il 27 dicembre il presidente ha respinto la candidatura di Sevil Shhaideh, impedendo che per la prima volta una donna musulmana guidasse il governo di un paese europeo.
La Romania non avrà come premier una donna  musulmana

Più di due settimane fa, l’11 dicembre 2016, diciotto milioni di romeni sono andati alle urne per scegliere i 466 parlamentari alla camera e al senato. Il Partito socialdemocartico ha vinto con una larga maggioranza e il suo leader, Liviu Dragnea, ha proposto Sevil Shhaideh come prima ministra, ma la sua nomina è ancora ferma, cancellando così la prospettiva di avere per la prima volta in un paese dell’Unione europea una donna musulmana capo del governo. Leggi

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