Ogni settimana il meglio dei giornali di tutto il mondo
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La newsletter di Internazionale presenta in modo semplice e veloce
i titoli di apertura dei principali quotidiani stranieri
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C'era una volta Gaza
Centinaia di civili uccisi dall'esercito israeliano. E dimenticati da tutti per cinquant'anni. In anteprima, il nuovo reportage a fumetti di Joe Sacco con un commento di Amira Hass.
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In copertina
La memoria di Gaza
“Da sola, la parola scritta non basta a comunicare l’orrore”, spiega Amira Hass. Il nuovo reportage a fumetti di Joe Sacco descrive i massacri del 1956, quando l’esercito israeliano uccise centinaia di civili a Rafah e Khan Yunis.
The will of God
Il fumetto di Joe Sacco.
Attualità
Le prigioni segrete dell’Afghanistan
Gli afgani sospettati di aiutare i taliban vengono arrestati e portati in strutture militari dove spesso subiscono torture e violenze. L’inchiesta di The Nation
La nuova strategia è dialogare e combattere
Dalla conferenza di Londra sull’Afghanistan è emersa la volontà di trattare con i taliban. L’analisi di Ahmed Rashid.
Visti dagli altri
Bologna non è più una città modello
Il capoluogo emiliano è sempre stato un esempio di buona amministrazione. Ma oggi è diventato il simbolo di una sinistra italiana incapace
di rinnovarsi.
Gli errori di Bersani
Dopo le dimissioni del sindaco di Bologna, gli italiani continuano a chiedersi se c’è un’alternativa a Berlusconi.
Società
Cell phone, móvil, keitai, telefonino
I cinesi rispondono sempre,
i tedeschi fanno telefonate brevi e gli spagnoli non usano la segreteria. La cultura influenza il modo in cui usiamo il cellulare. Almeno per ora.
Cina
Troppi nonni in Cina
La popolazione cinese invecchia rapidamente
e il sistema pensionistico è quasi inesistente.
Oggi sono i figli a prendersi cura dei genitori,
ma il governo deve intervenire.
Francia
Le bestie nere della Corsica
Sull’isola francese maiali e mucche vivono allo stato brado, danneggiando le foreste e i raccolti. La polizia e la magistratura fanno finta di niente. Ma ogni tanto qualcuno prende il fucile e spara.
Portfolio
Il Sudan può guarire
La tubercolosi è sempre più diffusa e rende più grave la crisi sanitaria nel paese. Bisogna estendere le cure a tutti gli abitanti. Il reportage di Riccardo Venturi.
Ritratti
Lourdes Cruz. Io e il killer
La scienziata filippina ha dedicato anni di studi al Conus geographus, un mollusco dal veleno mortale che potrebbe ispirare nuovi tipi di farmaci.
Viaggi
Nella vera Giamaica
Tour dell’isola parlando con la maestra, l’artigiano o il musicista. Lontano dai grandi resort, che tagliano fuori i turisti dal paese reale.
Cinema
Il Sundance a caccia di autori
Il festival del cinema indipendente ha cercato di ritrovare lo spirito delle origini. Missione quasi compiuta.
Pop
Il multiculturalismo in bicicletta
Di David Byrne
La verità di Eloy Martínez
Di Carlos Fuentes
Consigli per fare l’arabo
Di Sayed Kashua
Africa e Medio Oriente
Il futuro di Kampala dipende dal petrolio
Le cartoline: Le Journal Hebdomadaire
Americhe
Ricostruire Haiti un mango alla volta
Le cartoline: Harper's Magazine
Asia e Pacifico
Gelo diplomatico tra Cina e Stati Uniti
Le cartoline: Foresight
Europa
Dal processo Clearstream una vittoria per Villep
Le cartoline: Le Vif / L'Express
Scienza e tecnologia
Gli esperti del clima sotto assedio
Le cartoline: Nature
Agenda
Opinioni
Yoani Sánchez
La musica come ponte
Tomás Eloy Martínez
Una sfida alla cultura del narcotraffico
Manuel Castells
A Obama non piace lo stato dell’Unione
Goffredo Fofi
Un gradito ritorno
Giuliano Milani
Età dell’informazione?
Pier Andrea Canei
Cioccolatinorum
Christian Caujolle
Pubblicità inopportune
Tullio De Mauro
Marginali di tutto il mondo
Anahad O’Connor
L’origine della calvizie
Tito Boeri
3,9 per cento di crescita
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La settimana
Silenzio
Una delle ultime foto di J.D. Salinger risale a una ventina d’anni fa. È stata scattata nel parcheggio di un supermercato di Cornish, nel New Hampshire. Salinger ha l’aria indifesa di un vecchietto burbero e spaventato. Con un pugno cerca di colpire il fotografo. “Per anni mi sono chiesto cosa abbia spinto Salinger a non pubblicare più niente, ad allontanarsi dalla gente, a rinunciare a ogni forma di partecipazione attiva nella vita del mondo”, ha scritto Dave Eggers. “Chiaramente era ferito dall’attenzione che riceveva, e mi sono sempre domandato quale sia stato il punto di rottura”. Forse Salinger aveva capito che dopo aver scritto qualcosa di importante è difficile riuscire ad aggiungere altro ed è meglio rimanere in silenzio. Forse, invece, ha continuato a scrivere romanzi e racconti meravigliosi, che cominceranno a uscire solo ora. Oppure no, non viveva appartato e isolato dal resto del mondo: Salinger viveva, e basta. Magari pensando, come ha scritto Seamus Heaney, che il modo in cui stiamo vivendo sarà stata la nostra vita.
- Giovanni De Mauro
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lezioni di giornalismo
Un ciclo di appuntamenti con i grandi nomi del giornalismo internazionale
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