Le operazioni di soccorso a Houston, in Texas, dopo il passaggio della tempesta tropicale Harvey, il 27 agosto 2017. (David J. Phillip, Ap/Ansa)

Il mondo in breve

Le operazioni di soccorso a Houston, in Texas, dopo il passaggio della tempesta tropicale Harvey, il 27 agosto 2017. (David J. Phillip, Ap/Ansa)
28 agosto 2017 13:54
  • Sono almeno sei le persone morte in Texas per il passaggio dell’uragano Harvey che, anche se declassato a tempesta tropicale, ha devastato ampie aree degli Stati Uniti. Danni gravissimi soprattutto nell’area urbana di Houston, dove i due aeroporti sono stati chiusi e un ospedale evacuato. Migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le loro case.
  • Continua la crisi umanitaria che coinvolge migliaia di profughi rohingya in fuga dalla Birmania e respinti dal Bangladesh. Negli scontri tra esercito birmano e miliziani dell’Esercito Arakan per la salvezza dei rohingya sono morte almeno 104 persone. La leader birmana Aung San Suu Kyi sostiene che i rohingya abbiano usato anche bambini soldato. Il papa ha annunciato che visiterà Birmania e Bangladesh dal 27 novembre al 2 dicembre 2017.
  • La coalizione dell’opposizione venezuelana ha annunciato il suo sostegno alle sanzioni degli Stati Uniti contro il governo di Nicolás Maduro. Donald Trump ha imposto nuove misure al Venezuela che mirano a restringere l’accesso al capitale straniero: il decreto firmato dal presidente prevede il divieto di acquistare nuove obbligazioni emesse dal governo di Caracas o dalla società petrolifera nazionale Pdvsa. Le autorità hanno denunciato la “più grave aggressione” contro il popolo venezuelano, per il quale non è più possibile acquistare cibo e medicine.
  • India e Cina hanno concordato il ritiro delle truppe dalla zona frontaliera di Doklam, lungo l’Himalaya. Qui, da più di due mesi, la tensione tra i due paesi era cresciuta dopo l’occupazione da parte di Pechino di un territorio rivendicato anche dal Bhutan, alleato di New Delhi. Secondo l’accordo la Cina rinuncia a costruire una strada a fini militari nella zona al confine con l’India.
  • In Kenya una nuova legge prevede fino a quattro anni di carcere e 40mila dollari di multa per chi produce, vende o usa buste di plastica. Nel paese si stima che ogni mese siano usate 24 milioni di buste che possono aver bisogno anche di mille anni per essere eliminate. Alcune aziende sostengono che così si perderanno 80mila posti di lavoro.
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