19 maggio 2020 12:29

Per la copertina del numero 1358 di Internazionale, 24 ore in Italia, l’8 maggio quaranta giornalisti, scrittrici e fotografi hanno incontrato decine di persone, dal Friuli-Venezia Giulia alla Sicilia, per raccontare paure, difficoltà e speranze nella prima settimana della fase due, dopo la fine dell’isolamento.

Il fotografo Matteo de Mayda è andato a Venezia e ha seguito la città dalle 8 alle 13.
“Da più di due mesi non prendevo un treno. Di solito il regionale Treviso–Venezia delle 7.30 è pieno di pendolari, mentre quel giorno c’erano intere carrozze vuote”, racconta De Mayda.

Arrivato alla laguna si è trovato davanti a un paesaggio quasi deserto: “Non avevo mai visto Venezia in questo modo. Alla stazione non c’era la folla di turisti con le valigie. Il cielo era limpido e le poche persone in giro credo fossero per lo più veneziani. Mi è sembrata un’isola incontaminata”.

Nel suo percorso si è lasciato incuriosire dai passanti, dalle persone in fila alle edicole o al mercato, dai commercianti che cominciano a riaprire le loro attività: “Un oste mi ha detto che anche se non ci guadagna niente a riaprire il locale lo farà per gli abitanti del Sestiere. E poi, con la tipica ironia veneziana, mi ha chiesto se potevo farlo più magro con Photoshop”.

L’articolo di copertina si può leggere anche sul sito, con foto, video e audio.

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