◆ Una rana che salta, una lepre che corre, un dinosauro affamato: la forma dell’isola di Tawi-Tawi e delle altre più piccole che la circondano è stata paragonata a questi animali. Ma la vita degli abitanti di queste isole, che si trovano nell’estremo sudovest delle Filippine, dipende piuttosto dai pesci e dalle alghe.

Le Filippine sono composte da più di settemila isole. Di queste, dieci più grandi e centinaia di isolotti costituiscono la provincia di Tawi-Tawi, a poche decine di chilometri dalla parte malese del Borneo. Molte isole della provincia sono visibili in quest’immagine, che è il risultato di una sovrapposizione di scatti effettuati dal satellite Landsat 8 della Nasa tra il 2013 e il 2022 (l’obiettivo era eliminare le nuvole che spesso oscurano la regione). Le acque poco profonde di colore celeste che circondano alcune isole, tra cui quella di Bellatan, ospitano coltivazioni di alghe. La pratica è diffusa nella zona da più di cinquant’anni, grazie alle acque molto limpide e al fatto che, a differenza del centronord del paese, i cicloni e le mareggiate non sono un problema. Il prodotto principale è un’alga rossa da cui si estrae la carragenina, presente in molti prodotti di consumo, tra cui il gelato e lo shampoo.

Le aree di colore marrone chiaro nella parte nord dell’isola di Tawi-Tawi e in quella di Tumbagaan sono terreni disboscati per fare posto alle miniere di nichel.–Nasa

Questo articolo è uscito sul numero 1459 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati