“Il 29 giugno una donna di 21 anni, originaria di una zona rurale e povera nell’est del Salvador, è stata condannata a cinquant’anni di carcere con l’accusa di omicidio aggravato nei confronti del bambino che doveva partorire”, scrive l’Afp. Nel giugno del 2020 la donna, che all’epoca aveva 19 anni, aveva avuto una complicazione ostetrica e aveva perso il feto. Una volta in ospedale, le autorità salvadoregne avevano disposto per lei gli arresti domiciliari. È la prima volta dal 1988, quando El Salvador ha reso illegale l’interruzione di gravidanza, che un tribunale applica la pena massima. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1468 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati