Anche i giocatori di scacchi professionisti sentono la stanchezza mentale. Dopo quattro o cinque ore di gioco cominciano a sbagliare. Il meccanismo è ignoto, ma un nuovo studio ipotizza che la stanchezza mentale dipenda dall’accumulo di una molecola, il glutammato, che è rilasciata con l’attività nervosa. Il glutammato si accumulerebbe nel tessuto cerebrale, in una regione precisa della corteccia. Dato che può essere tossico, il cervello favorirebbe la sua eliminazione inducendo uno stato di stanchezza mentale e una riduzione dell’attività nervosa. I ricercatori hanno usato la tecnica della spettroscopia di risonanza magnetica per misurare indirettamente l’accumulo di glutammato nel cervello. Un gruppo di persone doveva eseguire per sei ore un compito complesso, mentre al gruppo di controllo ne era assegnato uno più semplice. Sono emersi valori di glutammato più alti nelle persone che dovevano svolgere il compito difficile. I risultati della ricerca dovranno però essere confermati: non è stato infatti possibile misurare direttamente i livelli di glutammato e stabilire un nesso chiaro di causa ed effetto. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1474 di Internazionale, a pagina 107. Compra questo numero | Abbonati