La politica estera del Nepal si basa sui princìpi di neutralità e non allineamento, ma nel caso dell’invasione russa dell’Ucraina Kathmandu si è schierata con i paesi occidentali condannando Mosca. Di recente, però, si è saputo che centinaia di giovani nepalesi stanno combattendo in Ucraina con le truppe di entrambi gli schieramenti. Dal 16 maggio, scrive The Diplomat, le autorità russe hanno offerto una via rapida per ottenere la cittadinanza a chi presta un anno di servizio militare in Russia. Centinaia di nepalesi sono quindi partiti con il visto turistico per i campi di addestramento russi. Il Nepal ha una lunga tradizione di invio di soldati all’estero che risale ai tempi dell’impero britannico, anche se non ha accordi con altri paesi in questo senso e molti privati cittadini si arruolano di loro iniziativa. Il Nepal è il secondo paese dopo il Bangladesh per numero di soldati forniti alle forze di peacekeeping delle Nazioni Unite. Non c’è nulla di eccezionale, quindi, nel fatto che in Ucraina stiano combattendo soldati nepalesi. La maggior parte di loro si arruola perché non ha alternative di fronte alla disoccupazione, ai salari bassi e alla mancanza di posti nell’esercito nepalese. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1518 di Internazionale, a pagina 36. Compra questo numero | Abbonati