Pechino, 4 marzo 2026 (Lintao Zhang, Getty)

Il 4 marzo a Pechino sono cominciate le due sessioni, l’appuntamento politico più importante dell’anno in Cina. A riunirsi sono la Conferenza politica consultiva del popolo cinese, un organo con più di duemila componenti provenienti da diversi settori, non solo del Partito comunista cinese, e il Congresso nazionale del popolo (Cnp), l’organo legislativo, che ha aperto la sua sessione il 5 marzo. Il Cnp in realtà approva decisioni già prese a porte chiuse dal partito. Quest’anno l’attenzione si concentrerà sul 15° piano quinquennale, i cui punti chiave sono già stati resi noti nel 2025. Il piano prevede il rafforzamento della domanda interna e lo sviluppo delle capacità della Cina nel campo delle tecnologie all’avanguardia, in particolare la fusione nucleare, la tecnologia quantistica e l’intelligenza artificiale. Anche se nella guerra commerciale con Washington si è raggiunta una tregua, Pechino vuole ridurre la dipendenza economica dagli Stati Uniti, scrive Asia Times. Le due sessioni di quest’anno si svolgono anche all’ombra di un importante rimpasto ai vertici dell’Esercito popolare di liberazione. A gennaio il presidente Xi Jinping aveva destituito il più importante generale cinese accusandolo di corruzione, e diverse altre figure militari e della difesa dopo di lui sono cadute negli ultimi mesi, anche alla vigilia dell’appuntamento politico in corso.

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Questo articolo è uscito sul numero 1655 di Internazionale, a pagina 34. Compra questo numero | Abbonati