Tintoretto

Éternel Tintoret, Musée Jacquemart-André, Parigi, fino al 24 gennaio 2027

Tintoretto: la miscela esplosiva di realismo ed espressionismo, la delicatezza affamata, ciclonica, opportunista, sempre a passo di carica. Scolpisce i bagliori con movimenti e prospettive che agiscono come i calci di uno stallone sul corpo di una vergine. Il mito di Danae è stato immortalato due volte da Tiziano, che detestava il suo allievo più giovane. Tintoretto, due anni dopo la morte del maestro, dipinge Danae, con la mano sul suo cofanetto: ha il senso degli affari. Sette monete sono posate sulle cosce e sul basso ventre della donna nuda. La Danae di Tiziano guarda in alto con un sorriso pensieroso. Quella di Tintoretto guarda senza estasi verso la sua ancella e verso il basso. Libération


Christian Marclay

White Cube, Parigi, fino al 10 ottobre

Marclay gioca con le copertine di vecchi vinili, la sua grande passione, trasformandole in collage poetici. Nel 2010 ha segnato un’epoca con The clock, un montaggio di estratti di film che scorre per 24 ore. Alla White Cube il vinile diventa una sorta di ready-made in cui le copertine, riorganizzate insieme ad altre immagini, costituiscono il laboratorio di un’estetica potenziale e rivelano ricordi legati al rapporto con oggetti tattili spesso carichi di affetti. Da The dark side of the Moon a London calling, sono tutte copertine mitiche che la sua generazione (è nato nel 1955) ha maneggiato con delicatezza per non rovinarle. Les Inrockuptibles

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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati