È l’ultima occasione per vedere un progetto pensato e realizzato dalla prolifica artista giapponese, morta il 14 agosto a 97 anni. Il percorso straordinariamente ampio e pioneristico di Yayoi Kusama è ricostruito attraverso le installazioni immersive di specchi, le zucche e i motivi che le hanno fatto guadagnare il titolo di “regina dei pois”. Ma ci sono anche opere site-specific e i primi disegni fatti a cinque anni, da bambina affascinata dal proliferare della natura. Del resto, la singolarità dell’arte di Kusama è evidente fin dalla tenera età. Untitled (1934), un disegno realizzato su entrambi i lati del foglio, presenta da una parte una natura morta e dall’altra una scena con figure in abiti tradizionali giapponesi e montagne sullo sfondo. Entrambe le immagini sono colorate e ricoperte di pois grandi e piccoli. Kusama ebbe fin da giovane allucinazioni visive e uditive. Più tardi raccontò che, mentre attraversava un campo con il nonno, le era sembrato che una zucca prendesse vita. In alcune visioni, motivi organici, reti e pois si moltiplicavano nello spazio. Fissarli sulla carta era un modo per esplorare le esperienze e tenerle sotto controllo. The New York Times
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati