Mumbai, 2 ottobre 2026 (Elke Scholiers, Getty)

In India continuano le proteste guidate dal Cockroach janta party, il movimento della generazione Z nato solo pochi mesi fa contro la corruzione, ma che ha già ottenuto le dimissioni del ministro dell’istruzione. A New Delhi e a Mumbai migliaia di persone sono scese in piazza contro la revisione delle liste elettorali, cominciata nel 2025 nello stato del Bihar e poi estesa al resto dell’India, che rischia di togliere ingiustamente il diritto di voto a milioni di persone, soprattutto poveri e appartenenti a minoranze religiose. Nello stato del West Bengala, dove il Baratiya janata party (Bjp) del primo ministro Narendra Modi all’inizio dell’anno ha vinto per la prima volta, nove milioni di persone, pari a circa il 12 per cento dell’elettorato, sono state rimosse dalle liste. Un’inchiesta dell’Indian Express ha svelato che due dei tre commissari elettorali si erano opposti a decisioni prese senza il loro consenso. I manifestanti chiedono le dimissioni del capo della commissione, Gyanesh Kumar, che accusano di voler favorire il Bjp. Il 6 ottobre la polizia ha arrestato centinaia di persone, inclusi esponenti dell’opposizione tra cui Rahul e Priyanka Gandhi, del partito del Congress. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati