Turner Prize
Mima, Middlesbrough,
fino al 29 marzo 2027
L’unico potenziale scoop dell’edizione del Turner Prize di quest’anno è l’inclusione di un’artista francese, Marguerite Humeau nella rosa dei finalisti. E in effetti Humeau è la favorita. Le sue sculture e installazioni biomorfe, realizzate con materiali come veleno di vespa e grandi lastre di cera d’api, sono a tratti preistoriche e a tratti futuristiche. Sono anche le uniche opere in mostra che hanno autentico estro, originalità e raffinatezza. Per il resto, anche se non è stato selezionato nessun pittore, questa mostra è relativamente convenzionale. A tratti noiosa. Gli altri finalisti sono Kira Freije, Simeon Barclay (presente con una performance che non potrà essere eseguita per tutta la durata della mostra) e Tanoa Sasraku, la più debole del gruppo.
The Daily Telegraph
La nuova Beyeler
Fondazione Beyeler,
Riehen (Basilea)
Situato nella piccola cittadina di Riehen, a quindici minuti di tram da Basilea, questo rifugio di pace e raffinatezza si fonda, fin dalla sua inaugurazione nel 1997, su tre pilastri: un giardino con sculture di grandi maestri del novecento; la villa e i suoi annessi; e un edificio di Renzo Piano che valorizza le opere della collezione connettendole alla natura circostante. Acquisendo il magnifico parco nella proprietà adiacente e commissionando tre nuovi edifici all’architetto svizzero Peter Zumthor, la fondazione si è trasformata. I nuovi spazi sono stati aperti al pubblico il 26 settembre. Le Figaro
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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati