) con cui ha avuto due figli, Alice e Tobia. Ogni componente della famiglia avrà un capitolo del film dedicato. Un incidente durante una sfarzosa festa, organizzata esclusivamente per suscitare l’invidia di amici e vicini, porta Anna a pregare per un miracolo. Riceve la visita dell’“estranea” (Valeria Bruni Tedeschi al meglio), che si offre di risolvere ogni problema in cambio di qualcosa. Si rivelerà un patto sadico che colpisce la presunzione, la vanità e la maleducazione di entrambi i genitori. Il risultato è un’avventura familiare piacevole e macabra che culmina in un finale apocalittico.

Paolo Strippoli ha portato a Venezia un incubo satirico sul patto faustiano di una donna ricca, elegantemente concepito e splendidamente realizzato, con spunti intelligenti e sovversivi sull’immagine e il fascismo del corpo. Al centro di tutto c’è Anna (una superba Trinca), felicemente sposata con il ricco e virile Walter (Giannini) con cui ha avuto due figli, Alice e Tobia. Ogni componente della famiglia avrà un capitolo del film dedicato. Un incidente durante una sfarzosa festa, organizzata esclusivamente per suscitare l’invidia di amici e vicini, porta Anna a pregare per un miracolo. Riceve la visita dell’“estranea” (Valeria Bruni Tedeschi al meglio), che si offre di risolvere ogni problema in cambio di qualcosa. Si rivelerà un patto sadico che colpisce la presunzione, la vanità e la maleducazione di entrambi i genitori. Il risultato è un’avventura familiare piacevole e macabra che culmina in un finale apocalittico. Peter Bradshaw, The Guardian

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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati