Afp/Getty

Il 3 ottobre le forze federali etiopi hanno riconquistato Mekelle ( nella foto ), capoluogo del Tigrai, finita il 23 settembre nelle mani di una coalizione ribelle che aveva lanciato un’offensiva contro il governo di Abiy Ahmed. Il 1 ottobre l’Etiopia ha chiuso l’ambasciata nella capitale eritrea Asmara, accusando il vicino di sostenere i ribelli, insieme all’Egitto, alla Somalia e al Sudan guidato dal generale Abdel Fattah al Burhan. L’Etiopia è sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti, che aiutano i paramilitari sudanesi delle Forze di supporto rapido. Abiy “non deve più affrontare delle crisi separate nel Tigrai e nelle regioni dell’Amhara e dell’Oromia”, nota Addis Standard. “Questi conflitti si intrecciano sempre di più, mentre sullo sfondo si deteriorano le relazioni con l’Eritrea, in Sudan infuria la guerra, aumentano le tensioni con l’Egitto sul controllo del Nilo, e nascono dispute per la ricerca etiope di uno sbocco sul mare, in un contesto di militarizzazione del mar Rosso”.

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 36. Compra questo numero | Abbonati