◆ Il 5 ottobre la corte suprema degli Stati Uniti ha cominciato a esaminare un caso che potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro della giustizia climatica nel paese. I giudici sono chiamati a pronunciarsi sull’appello presentato dalle aziende petrolifere ExxonMobil e Suncor Energy contro la decisione della corte suprema del Colorado di ammettere la causa presentata da alcuni funzionari della città di Boulder per i danni provocati dall’attività delle due imprese. L’amministrazione Trump si è schierata con le aziende, sostenendo che i limiti sulle emissioni sono di competenza esclusiva del governo federale e che consentire agli enti locali di intraprendere cause simili avrebbe conseguenze economiche disastrose. Quello di Boulder infatti è solo uno delle decine di procedimenti intentati negli ultimi anni dalle amministrazioni statali e cittadine degli Stati Uniti contro i giganti del settore. Se la corte suprema stabilisse che il caso può andare avanti, creerebbe un precedente che potrebbe portare al pagamento di miliardi di dollari di danni, scrive il New York Times. In caso contrario, molti processi verrebbero bloccati e il movimento subirebbe una grave battuta d’arresto. La corte suprema è composta in maggioranza da giudici conservatori, molti dei quali nominati da Trump, ma uno di loro non parteciperà a causa di un conflitto di interessi, creando la possibilità di un equilibrio tra favorevoli e contrari che consentirebbe al processo di andare avanti. Il verdetto è atteso per la fine di giugno.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati