Ed eccoci qua, dieci anni dopo la Brexit, a respirare l’aria pura della sovranità nazionale. Abbiamo finalmente ripreso il controllo della nostra vita strappandolo ai burocrati non eletti di Bruxelles, e subito l’abbiamo affidato a Elon Musk, JD Vance, Nigel Farage, Tommy Robinson e a un manipolo di cripto-miliardari senza volto e manager di fondi d’investimento, alcuni dei quali hanno scelto di non vivere nel Regno Unito.
Oggi abbiamo rivolte nelle strade di Southampton e qualcosa di molto simile a un pogrom nelle strade di Belfast, mentre il leader del partito Restore Britain, Rupert Lowe, un politico in grande ascesa, minaccia di deportare “milioni e milioni di persone” e il politico più popolare del paese, Nigel Farage, denigra la polizia senza preoccuparsi minimamente di presentare le prove delle sue affermazioni.
Oggi viviamo in una realtà orwelliana in cui si dà per scontato che le persone si rifiutano di credere ai loro occhi
Veniamo invitati a disprezzare la Bbc anche se fa un resoconto abbastanza accurato di cosa succede intorno a noi. I miliardari hanno creato versioni parallele della realtà. Una di queste versioni viene usata per incitare la folla a scendere in strada e commettere atti di violenza. In questi dieci anni abbiamo avuto sei diversi capi di governo.
Niente di tutto questo sembra particolarmente british. Ma oggi viviamo immersi in una realtà orwelliana in cui si dà per scontato che le persone si rifiutano di credere ai loro occhi e alle loro orecchie e in cui, come scriveva Orwell in 1984, “se tutti gli altri accettano la bugia allora la bugia passa alla storia e diventa verità”.
Una verità largamente accettata dopo il discorso pronunciato alcuni giorni fa da Nigel Farage sulla scia della vicenda di Henry Nowak – un ragazzo bianco di diciotto anni ucciso nel dicembre 2025 dal 23enne sikh Vickrum Digwa a Southampton – è che nel Regno Unito la polizia non tratti tutti allo stesso modo e che gli agenti siano più severi con i bianchi che con le persone non bianche, e questo perché hanno subìto un lavaggio del cervello durante i corsi di formazione basati su concetti come diversità, uguaglianza e inclusione.
Secondo questa versione dei fatti è vero che nei ranghi delle forze dell’ordine c’era un problema di razzismo fino a vent’anni fa, ma tutto è stato risolto con un nuovo codice di condotta stilato dalle stesse forze dell’ordine alla fine degli anni novanta dopo l’omicidio del diciottenne nero Stephen Lawrence. È il messaggio di Farage, naturalmente amplificato dall’emittente televisiva del suo partito Reform, la GB News, e ripetuto a pappagallo da una legione di opinionisti, personaggi televisivi e influencer.
Per tutti quelli che preferiscono le diagnosi spicce, il problema è il movimento woke (termine usato in modo dispregiativo per indicare i progressisti). La polizia è diventata woke. I corsi di formazione sono woke e devono sparire. Se non fosse per i poliziotti woke dell’Hampshire, oggi Henry Nowak sarebbe ancora vivo. Svegliatevi, pecore. Dichiarate guerra al movimento woke.
Prima che questa bugia passi alla storia e diventi una verità, vale la pena di analizzare la situazione della polizia dell’Hampshire nell’arco di vita della Brexit. Nel 2018 le forze dell’ordine della contea sono state costrette a organizzare un’indagine sotto copertura sulle propria squadra di élite, la Serious and organised crime unit (Socu), con sede a Basingstoke. Le intercettazioni ambientali sono durate un mese. Non c’è un modo piacevole di raccontare questa storia, quindi mi scuso in anticipo per la descrizione che sto per fare del comportamento di cinque, sei agenti nei confronti di un collega nero, il detective Constable Sol Koranteng.
I poliziotti scherzavano sui migranti che annegavano in mare, adottavano un finto accento caraibico per prendere in giro il collega e sostenevano che gli albanesi andassero uccisi
I poliziotti scherzavano – oh, quanto scherzavano – sul fatto che Koranteng fosse arrivato nel Regno Unito dall’Africa dentro una cassa di legno e che fosse scappato dallo zoo di Londra. Lo paragonavano a un cane. Avevano appeso una mappa dell’Africa nell’area dove lavoravano Koranteng e un altro agente nero, soprannominandola “l’angolo africano”.
In una chat su WhatsApp, un poliziotto aveva pubblicato un video in cui un nero aveva un rapporto sessuale con una donna bianca ubriaca davanti a una fermata dell’autobus, con la seguente didascalia “ecco dov’è oggi Sol”. Un altro messaggio mostrava un uomo nero mentre esponeva i suoi genitali, con la didascalia “ecco dov’era Sol sabato”. Il consulente legale che si è occupato dell’indagine interna, Jason Beer KC, ha definito la cultura all’interno della Socu “tossica e aberrante”. Gli agenti scherzavano sui migranti che annegavano in mare, adottavano un finto accento caraibico per prendere in giro il collega e sostenevano che gli albanesi andassero uccisi con il gas nervino.
Il razzismo non era l’unico problema. Le intercettazioni hanno rivelato che gli agenti insultavano le persone “queer”, parlando di “gay schifosi” e “disgustosi froci trans”. Sostenevano che le loro colleghe dovessero “mostrare le tette ai poliziotti maschi”. Uno aveva condiviso un video generato dall’intelligenza artificiale in cui Harry, il duca di Sussex, aveva un rapporto sessuale con la cognata Catherine, duchessa di Cambridge. Un agente aveva pregato gli altri di non essere assegnato a un’indagine per stupro perché era troppo ubriaco dalla notte precedente passata con gli amici. I suoi colleghi lo avevano coperto.
Le registrazioni sono andate avanti solo per 23 giorni, ma secondo Beer contengono abbastanza razzismo e sessismo da riempire una vita intera. L’indagine ha sollevato il velo su una cultura “radicata e normalizzata”.
Gran parte dei dettagli sulle udienze relative a questo scandalo proviene dall’archivio dell’Hampshire Chronicle e del Southern Echo: quasi tutti i mezzi d’informazione nazionali hanno ignorato la vicenda, evidentemente perché non si sposava bene con la narrazione dominante.
Ora mettetevi nei panni del capo della polizia dell’Hampshire, alle prese con le prove schiaccianti di un ambiente malsano che coinvolgeva anche l’unità di élite. Non avreste avviato un programma di formazione per cercare di eliminare i comportamenti tossici evidenziati dall’indagine interna? Naturalmente sì. Non farlo sarebbe stato grave.
Negli articoli e nei servizi sulla vicenda di Nowak ho trovato solo due riferimenti allo scandalo della Socu, il cui risultato è stato il licenziamento di cinque agenti. Questo perché nonostante tutte le prove, la narrazione prevalente è quella secondo cui la polizia dell’Hampshire è woke e i poliziotti sono costretti a seguire “l’ortodossia” dei corsi di formazione. E così la bugia passa alla storia e diventa verità.
Nei giorni scorsi qualcuno ha forse ricordato che a ottobre un’inchiesta di Bbc Panorama aveva rivelato un comportamento razzista e sessista all’interno della stazione di polizia di Charing Cross a Londra? Naturalmente no. Nella politica di oggi la polizia è woke e questo è tutto quello che dovete sapere. Viviamo in una realtà in cui un video di tre secondi, se per disgrazia mostra un nero che attacca un bianco, può scatenare una rivolta di uomini in passamontagna che bruciano le case delle persone che hanno il colore della pelle sbagliato.
Da Mosca, dove si trova in visita insieme a Errol Musk, il padre di Elon, l’estremista di destra britannico Tommy Robinson ha usato X per spingere i rivoltosi a scendere in strada. Musk, che ha un seguito personale di 240 milioni di follower, ha condiviso i luoghi e gli orari degli appuntamenti organizzati dai teppisti e ha detto ai sostenitori di Robinson: “Se non combatterete, morirete”. Nella visione del mondo di Musk “solo il movimento Restore Britain può salvare il Regno Unito”. Sono le stesse persone che vogliono espellere milioni di immigrati. Nel frattempo Robinson dichiara che nella Russia di Putin ha trovato “la bellezza di una società civilizzata”.
Il vicepresidente statunitense JD Vance sostiene che Henry Nowak sarebbe ancora vivo se le élite europee avessero contrastato l’invasione di massa dei migranti. Secondo Vance, Nowak è morto “nello stesso modo in cui è morta una civiltà”.
Non ha senso dare la colpa a chi, dieci anni fa, ci ha imposto la Brexit. Chi avrebbe mai potuto prevedere che proprio loro, i loro compagni di viaggio ideologici e i loro sostenitori miliardari avrebbero calpestato ogni rispetto per la verità e la storia? Ma fate pure, godetevi l’aria pura della sovranità. ◆ as
Questo articolo è uscito sul mensile Prospect.
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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 35. Compra questo numero | Abbonati




