Il team che gestisce l’account Instagram della National gallery of art di Washington si è dato un obiettivo: “Usare lo slang della generazione Z per attirare i più giovani e avvicinarli al museo”. Ci provano in tanti, ma l’effetto spesso è “cringe”, come direbbe la Gen Z, cioè molto imbarazzante. La National gallery of art ce l’ha fatta e dopo mesi d’intensa attività una delle curatrici del museo, Alison Luchs, 77 anni, ha vinto anche un premio per i video in cui spiega a modo suo porcellane e quadri. “Luchs parla cinque lingue: inglese, francese, italiano, tedesco e russo”, scrive il Washington Post. “Si è avvicinata al linguaggio della Gen Z come se stesse imparando un’altra lingua”.

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Questo articolo è uscito sul numero 1669 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati