Per Donald Trump la “caccia alle streghe” è appena cominciata. Dopo due anni di lavoro il procuratore speciale Robert Mueller, che ha indagato sui rapporti tra il comitato elettorale di Trump e il governo russo, ha presentato il suo rapporto, che si è immediatamente trasformato in un’arma nelle mani del presidente in vista delle elezioni presidenziali del 2020.
L’attesa per i risultati dell’indagine è finita il 24 marzo, quando il ministro della giustizia William Barr ha reso pubblico il riassunto dell’indagine di Mueller. A quanto pare il procuratore speciale non ha trovato prove di collusione tra il governo russo e i vertici della campagna elettorale di Trump. La sintesi di Barr, quattro pagine in tutto, è stata subito usata dal presidente e dai suoi alleati come un’arma contro i democratici, il cosiddetto stato profondo e i mezzi d’informazione. “Ci sono molte persone che hanno fatto cose cattive, molto cattive. Direi che hanno tradito il paese”, ha detto Trump il 25 marzo durante un incontro con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Di sicuro qualcuno indagherà su di loro ”.
Anche prima che fossero rivelate le conclusioni del rapporto di Mueller, era evidente che Trump considerasse la fine dell’indagine come un’opportunità politica. Mentre i suoi avvocati discutevano la strategia da adottare, i suoi collaboratori e gli alleati politici hanno preparato un piano per trasformare il lavoro di Mueller nella rampa di lancio per una nuova serie di attacchi contro i nemici politici e per compattare la base elettorale in vista delle presidenziali del 2020. Il 25 marzo i collaboratori di Trump si sono affrettati a cantare vittoria, dipingendo l’indagine di Mueller come un colpo di stato fallito e rinfacciando i risultati ai democratici, molti dei quali erano convinti che l’inchiesta del procuratore speciale avrebbe avuto effetti enormi. “Siete riusciti a trasformare Donald Trump in una vittima”, ha dichiarato lunedì mattina Kellyanne Conway, consulente del presidente.
La squadra di Trump ha subito sfruttato le notizie sul rapporto di Mueller per raccogliere fondi in vista della campagna elettorale, inviando un messaggio ai donatori repubblicani: “I democratici hanno raccolto milioni di dollari grazie a una bugia. Ora è il momento di contrattaccare!”.
Secondo sette alleati di Trump, molti dei quali hanno chiesto di restare anonimi, il piano d’azione messo a punto dalla squadra del presidente diventerà più aggressivo nei prossimi mesi. La base elettorale di Trump è sempre stata molto sospettosa nei confronti di Mueller, ma i collaboratori del presidente sono convinti che l’esito della vicenda li aiuterà a portare dalla loro parte anche i democratici moderati e gli indipendenti che nel 2016 avevano votato per Trump ma poi se ne erano pentiti. Questi elettori, sostengono i funzionari della Casa Bianca, torneranno a sostenere il presidente se si convincono che Trump è stato preso di mira ingiustamente.
Nei mesi scorsi alcuni repubblicani avevano considerato la possibilità di organizzare primarie di partito in vista delle presidenziali nel caso in cui Mueller avesse trovato prove schiaccianti contro Trump. Ora è probabile che questi politici saranno emarginati dai leader del partito.
◆ Il 24 marzo 2019 William Barr, il ministro della giustizia degli Stati Uniti, ha reso pubblico un documento che riassume le conclusioni dell’indagine condotta dal procuratore speciale Robert Mueller sui rapporti tra il governo russo e il presidente statunitense Donald Trump. Barr ha riferito che Mueller non ha trovato prove sufficienti di una collusione tra il comitato elettorale di Trump e la Russia per condizionare il risultato delle elezioni presidenziali del 2016. Per quanto riguarda l’accusa di aver cercato di ostacolare la giustizia licenziando l’ex direttore dell’Fbi James Comey, Barr ha scritto: “Il rapporto non stabilisce se il presidente abbia commesso un reato, ma allo stesso tempo non lo esclude”. Quest’affermazione poco chiara ha portato i parlamentari democratici a chiedere a Barr di pubblicare il rapporto di Mueller per intero.
Esame di coscienza
Per quanto riguarda i democratici, chi aveva riposto grandi speranze nell’inchiesta di Mueller si ritrova senza un’arma importante da usare in campagna elettorale. Alcuni elettori indecisi, preoccupati dalla prospettiva di infinite indagini e ipotesi di impeachment contro il presidente, alla fine potrebbero solidarizzare con Trump.
Inoltre non c’è dubbio che Trump e i suoi alleati, sulla scia delle conclusioni di Mueller, cercheranno di stabilire un collegamento tra questa indagine e tutte le inchieste lanciate dai democratici della camera, presentandole come iniziative faziose e inaccettabili. “Penso che non potranno fare un passo avanti fino a quando non si scuseranno”, ha dichiarato all’Associated Press Rudy Giuliani, avvocato di Trump.
Giuliani ha puntato il dito in particolare contro Adam Schiff, presidente della commissione intelligence della camera, sostenendo che la sua inchiesta non ha credibilità visto che il politico democratico aveva definito Trump “un sovversivo” e aveva promesso di trovare prove di collusione che non si sono mai materializzate.
“Se ci sono persone che hanno pianificato questa indagine e inventato le accuse di collusione, forse dovrebbero essere indagate anche loro”, ha aggiungo Giuliani. Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha lanciato un avvertimento a Hillary Clinton, minacciando inchieste per fatti risalenti al 2016. Tim Murtaugh, responsabile delle comunicazioni di Trump, ha invitato i produttori televisivi a non dare spazio ai democratici che avevano parlato di prove di collusione con la Russia. “Chi ha dato spazio a dichiarazioni irresponsabili deve farsi un esame di coscienza”, ha scritto Murtaugh in un promemoria. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca l’amministrazione prenderà di mira alcune testate e anche singoli giornalisti, accusandoli di aver cavalcato l’indagine di Mueller per spodestare il presidente. I collaboratori di Trump si aspettano che Fox News e altri mezzi d’informazione conservatori facciano da cassa di risonanza. È prevedibile che nei prossimi eventi, a cominciare dai comizi, Trump lancerà un attacco frontale ai suoi avversari partendo dall’indagine di Mueller. ◆ as
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Questo articolo è uscito sul numero 1300 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati