Ad Akron nell’Ohio, negli Stati Uniti, il tasso di omicidi irrisolti nel corso degli anni è aumentato , fino a quando nel 2022 i faldoni sulle scrivanie dei detective hanno cominciato a ridursi. Il merito è di un nuovo strumento informatico di cui si è dotata la procura, Cybercheck, un programma di machine learning in grado di analizzare dati legati a una persona indagata posizionandola in un preciso luogo e momento. Gli arresti procedono veloci anche perché, grazie a un vuoto legislativo, non serve passare da un giudice per ottenere il mandato. Il proprietario del software, il canadese Adam Mosher, dichiara che il suo programma basato sull’intelligenza artificiale (ia) è affidabile al 90 per cento e può decidere chi è colpevole di un reato senza dover avere nemmeno una prova. Per ragioni di segreto industriale, però, Mosher si rifiuta di svelare come funziona. Se da un lato Cybercheck semplifica il lavoro dei distretti di polizia, dall’altro s’intasano i tribunali perché le analisi del programma, contestate dagli avvocati difensori, si rivelano inaffidabili. E Mosher è accusato di falsa testimonianza per come ha presentato Cybercheck. Questa stagione di Uncover mostra come l’entusiasmo per l’ia nasca dalla necessità di semplificare lavori sempre più stressanti, anche a costo di togliere diritti a cittadini innocenti.

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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati