I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michael Braun del quotidiano berlinese Die Tageszeitung.
Sono passati pochi mesi da quando le più di cinquanta barche della Global sumud flotilla sono partite da Barcellona, da Catania, dalla Tunisia per rompere il blocco navale israeliano e portare aiuti umanitari a Gaza. Le forze armate israeliane alla fine hanno fermato la flotilla e arrestato circa 470 attivisti. Ora lo scrittore e poeta svizzero Vanni Bianconi, che era a bordo di una delle barche, ci propone il bellissimo Wahoo! (che poi è il nome della barca). Non è un saggio, non è un resoconto giornalistico ma un’impresa letteraria, come annuncia il sottotitolo Un’odissea al contrario. Bianconi ci racconta della vita a bordo, dell’attesa estenuante prima della partenza, degli attacchi dei droni israeliani, dell’arrembaggio finale e degli arresti, dei maltrattamenti fisici e verbali inflitti dai carcerieri israeliani. Ma con la stessa intensità parla delle sue emozioni e riflessioni, durante e dopo questa odissea, e anche di sogni che ci portano dritti a Gaza, in quel territorio desolato e distrutto. Chiude il libro un lungo dialogo con il fisico gazaui – e giornalista di Al Jazeera – Qasem Waleed. Un dialogo ricco di acute riflessioni sulle dimensioni di spazio e tempo in luoghi ridotti in macerie dove per chi ci vive non esiste più un domani. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1655 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati