Mentre aspettavo gli exit poll sul referendum costituzionale sulla magistratura stavo per cedere anch’io alla tentazione di mettere qualche soldo su Polymarket. Ero certo che gli “scommettitori” su questa piattaforma a metà tra social media e bisca avessero sopravvalutato il dato dell’affluenza. Avrebbe vinto il no, ero sicuro. Per fortuna, dall’Italia non si può scommettere su Polymarket. Ma l’esistenza stessa del sito e la quantità di gente che scommette su eventi incontrollabili dimostra che nel gestire i soldi siamo tutti un po’ strani. Fatichiamo tanto a guadagnarli e poi li rischiamo in scommesse di puro azzardo, che si tratti di Polymarket, di criptovalute o del gratta e vinci. Anche gli analisti che muovono miliardi sulla base degli sproloqui di Donald Trump non sono più razionali: che senso ha prendere sul serio le parole di uno che cambia idea ogni cinque minuti? Gli unici che si comportano in modo lineare, per quanto illegale, sono quelli che usano informazioni riservate ottenute da Trump e dai suoi per anticipare le brusche correzioni del mercato: se sai in anticipo cosa dirà il presidente sulla guerra o sui dazi puoi guadagnare milioni in pochi minuti. In questa fase i mercati sono dominati da masse di investitori nervosi e da pochi criminali che fanno insider trading. Non può finire bene. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati