Matthieu Pigasse è uno che capisce la finanza: banchiere, già ai vertici della Lazard, si è occupato di ristrutturare il debito ucraino. Oggi è al fianco di Jean-Luc Mélenchon e di La France insoumise. La sua proposta sta facendo discutere: la Banca centrale europea (Bce) dovrebbe annullare la quota di debito pubblico che detiene; così lo stato francese vedrebbe scendere il suo debito, pari a più del 117 per cento del pil. Il governo perderebbe gli interessi che la Bce e la Banca di Francia incassano sul debito francese e che girano a Parigi, ma il beneficio per la finanza pubblica sarebbe netto, dice Pigasse. Eppure, il banchiere sa che la proposta è assurda, oltre che illegale (il trattato che regola la Bce vieta la monetizzazione del debito): azzerare il valore di un’attività nel bilancio della banca centrale senza ridurre di pari entità le passività – gli euro emessi – equivale a registrare una perdita, che costringerebbe i paesi della moneta unica ad aumentare il capitale o la banca centrale ad alzare i tassi. Poi ci sarebbero conseguenze sulla credibilità della Bce, sull’inflazione, sul sistema bancario. Forse questa proposta certifica solo l’impazzimento definitivo del dibattito pubblico francese. Che è un pericolo per tutta l’Europa, sia che vinca la destra di Marine Le Pen o la sinistra di Mélenchon. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 95. Compra questo numero | Abbonati





