Per tutta l’estate i mercati obbligazionari sono stati nervosi: la combinazione tra livelli record di debito e tassi d’interesse alti è una miscela esplosiva. Gli Stati Uniti sembrano sull’orlo di una crisi fiscale, e in Europa la Francia appare una gigantesca Grecia. E poi c’è la bolla dell’intelligenza artificiale (ia), che unisce mercati statunitensi ed europei. Le hyperscaler – le aziende che costruiscono data center e offrono servizi cloud – hanno bisogno di così tanto capitale che lo cercano sempre più anche in Europa: entro il 2028 devono finanziare investimenti per mille miliardi di dollari. Oggi Amazon e Alphabet sono già i principali emittenti di obbligazioni aziendali nel mercato europeo, escluse le banche. Secondo la Banca centrale europea (Bce) le big tech statunitensi rappresentano quasi il 10 per cento del nuovo debito aziendale non finanziario in euro. Quelle delle hyperscaler sono obbligazioni rischiose ma a tassi allettanti, un’alternativa ai più tranquilli investimenti obbligazionari europei. Se la domanda per il debito europeo dovesse scendere, il suo costo salirà. La bolla dell’ia è una bolla europea: anche noi scommettiamo che non scoppierà o che gli Stati Uniti interverranno, gonfiando ancor di più un debito che già ora sembra insostenibile. Il casinò obbligazionario è globale e noi siamo al tavolo. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 136. Compra questo numero | Abbonati





