11 marzo 2020 18:42

L’11 marzo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato in diretta dalla Svizzera che poiché sono stati registrati più di 118mila casi di Covid-19 in 114 paesi, e 4.291 persone hanno perso la vita, si è passati da un’epidemia a una pandemia.

Secondo i Centri statunitensi per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) il Covid-19 presentava già da tempo due dei tre criteri necessari a definire una pandemia: si diffonde tra le persone e può essere mortale. Il terzo criterio era che la diffusione avesse scala mondiale.

“Pandemia non è una parola da usare con leggerezza o disattenzione”, ha detto Tedros. “È una parola che, se usata in modo improprio, può causare paura irragionevole o sofferenze e morti inutili. Descrivere la situazione come una pandemia non cambia la valutazione dell’Oms sulla minaccia rappresentata da questo coronavirus. Non cambia ciò che l’Oms sta facendo e non cambia ciò che i paesi dovrebbero fare”.

Secondo Tedros è una “crisi che colpisce tutti i settori” e quindi riguarda tutti. “Tutti i paesi possono ancora cambiare il corso di questa pandemia”. Un’azione rapida può impedire maggiori contagi e la trasmissione all’interno di una comunità, si “può invertire la tendenza”. La sfida non è se i paesi possono cambiare il corso del virus ma se lo vogliono, ha affermato Tedros, visto che alcuni paesi hanno il problema di scarse risorse, ma altri di mancanza di determinazione.

L’11 marzo, alle ore 18, il capo della protezione civile Angelo Borrelli ha fatto il punto sulla diffusione del nuovo coronavirus (Sars-CoV-2) in Italia.

  • Attualmente sono positive 10.590 persone (2.076 in più rispetto a ieri, un numero elevato anche a causa della mancata registrazione di alcuni contagi del 9 marzo in Lombardia). Il totale dall’inizio dell’epidemia è di 12.462 casi.
  • Le persone guarite e dimesse sono 1.045 (41 in più rispetto al giorno precedente).
  • Le morti legate al nuovo coronavirus sono in totale 827, 196 in più rispetto al 10 marzo.
  • I ricoverati con sintomi sono 5.838, 1.028 i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia, di cui 560 in Lombardia.