Giovedì 5 novembre il trasporto aereo europeo ha vissuto una crisi inedita per come si è svolta e, soprattutto, per la portata. Una ventina di voli di linea sono stati bersaglio di allarmi bomba, costringendo vari paesi a far decollare degli aerei militari per scortarli e dirottarli verso aeroporti diversi dalla loro destinazione iniziale.

In Francia, un Rafale è decollato d’urgenza dalla base aerea 113 di Saint-Dizier-Robinson (Haute-Marne), alle 8.45, per intercettare un Airbus A320 della compagnia irlandese Aer Lingus, che collegava Dublino a Roma, dopo un allarme trasmesso dalle autorità italiane. Intercettato a sud di Parigi, l’aereo è stato scortato fino alla base aerea 105 di Évreux-Fauville (Eure), da dove era decollato anche un Mirage 2000-5 per andare incontro al velivolo.

Scene simili ci sono state in vari altri paesi europei. “A causa di minacce bomba contro aerei civili, tutti i voli interessati nello spazio aereo austriaco sono stati scortati da Eurofighter”, ha dichiarato su X un generale delle forze armate austriache. Un volo Wizz Air che avrebbe dovuto collegare Milano-Malpensa a Varsavia è così atterrato a Vienna. In Bulgaria, alcuni caccia MiG-29 dell’aeronautica militare sono decollati per intercettare e scortare tre aerei Ryanair.

Il ministro dell’interno ceco Lubomír Metnar ha annunciato che quattro aerei atterrati all’aeroporto Václav Havel di Praga sono stati oggetto di un allarme bomba. Due voli provenivano dal Regno Unito, uno dall’Irlanda e uno dalla Grecia: due voli EasyJet, uno Ryanair e uno SkyExpress. Ha aggiunto che era stato preso di mira anche l’aeroporto. La polizia ha ritenuto le minacce poco credibili e, di fatto, non ha trovato nulla dopo aver perquisito gli aerei. A Varsavia, una pista dell’aeroporto principale, Fryderyk Chopin, ha dovuto essere chiusa per consentire i controlli a bordo di un aereo che collegava la capitale polacca a Parigi.

Email di rivendicazione

All’inizio della settimana c’erano stati altri falsi allarmi, ma in numero minore. “Qualsiasi minaccia nei confronti dei civili è inaccettabile”, ha protestato Apostolos Tzitzikostas, commissario europeo ai trasporti. Secondo Tzitzikostas, “è troppo presto per trarre conclusioni su un possibile collegamento tra gli incidenti segnalati. Le indagini nazionali proseguono”. La maggior parte degli allarmi è arrivata nelle prime ore del mattino del 5 novembre, concentrata in un arco di tempo relativamente breve, il che fa supporre un’operazione coordinata.

Le autorità italiane hanno rivelato che giovedì mattina era stata inviata un’email di rivendicazione alla società Aeroporti di Roma da un gruppo che si presentava come i “Combattenti dello stato maschile”, un nome simile a quello dell’organizzazione Stato maschile, un’entità russa fondata nel 2016, messa al bando nel 2021 da un tribunale di Nižnij Novgorod (Russia) e appartenente alla cosiddetta maschiosfera. L’email è stata ricevuta anche dall’aeroporto di Sofia.

Dall’inizio del decennio, l’evoluzione di questa corrente radicale e violenta, vicina all’estrema destra, si è manifestata con un aumento delle azioni terroristiche che hanno colpito soprattutto il Nordamerica e l’Europa. Tuttavia, questa ondata di allarmi bomba sugli aerei si inserisce in un contesto caratterizzato da un’intensificazione delle cosiddette minacce “ibride” contro l’Europa, come dimostrano gli attacchi informatici che di recente hanno preso di mira i supermercati in Francia, il 12 ottobre, e in Italia e in altri paesi europei nella notte tra il 1 e il 2 novembre.

In Francia, l’intervento dei due caccia è avvenuto all’interno della cosiddetta missione permanente di sicurezza aerea affidata all’aeronautica militare e spaziale. Quest’ultima garantisce, 24 ore su 24, sette giorni su sette, una capacità operativa permanente per la sicurezza aerea, sotto l’autorità del primo ministro.

Mobilita quotidianamente 450 aviatori e si basa sul servizio ininterrotto di quattro squadriglie di caccia e tre squadriglie di elicotteri. Secondo la relazione sulla difesa del disegno di legge di bilancio 2027, presentata – e respinta – il 1 ottobre all’Assemblea nazionale, “finora, tra gennaio e la fine di settembre 2026, ci sono stati 712 decolli in allerta, contro i 500 dello stesso periodo del 2025”.

Il procuratore della repubblica di Évreux Rémi Coutin ha annunciato l’apertura di un’indagine nei confronti del pilota irlandese dell’aereo dell’Aer Lingus perché avrebbe “rifiutato”, in un primo momento, di atterrare sulla base militare di Évreux, come chiesto dalle autorità, “preferendo un aeroporto civile”. Il pilota “sarà ascoltato liberamente e in seguito deciderò su un eventuale fermo”, ha dichiarato il magistrato all’Agence France-Presse (Afp), evocando una possibile “violazione del codice dei trasporti”. Giovedì sera, le 157 persone a bordo dell’aereo dirottato verso Évreux sono salite su pullman dirette a Roissy, per proseguire da lì il viaggio verso Roma, riferisce l’Afp. ◆

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