05 giugno 2020 15:24

Dopo dieci anni nel Regno Unito torneremo a vivere in Italia con le nostre figlie, una di tre anni e una di sette mesi. Come ci consigli di prepararci allo shock culturale che ci attende? –Eddy e Simone

Tre anni fa anche io e la mia famiglia siamo tornati a vivere in Italia dopo otto anni all’estero, e l’ultima tappa era stata proprio Londra. Il primo shock l’ho avuto entrando al supermercato: avevo dimenticato il profumo buonissimo che t’investe appena entri, dell’enorme varietà di frutta e verdura di cui disponiamo, della quantità di prodotti senza coloranti e conservanti che possiamo comprare. I miei figli in Italia mangiano molto meglio.

Per noi la fatica più grande è stata abituarci al sistema scolastico: le scuole britanniche sono gestite come piccole aziende dove il preside ha il compito di attirare gli iscritti e assumere gli insegnanti migliori. Questo le rende molto più dinamiche e moderne rispetto alle nostre. Però anche più polarizzate: a Londra trovare posto in una buona scuola può essere un incubo di liste d’attesa, mentre qui ho semplicemente iscritto i miei figli alla scuola di quartiere.

Con due bambine piccole voi non sentirete questo passaggio ma, essendo due papà come noi, condividerete la sensazione di vivere in un paese dove l’omogenitorialità non è riconosciuta dalla legge: gli italiani non sono necessariamente avversi ai genitori gay, quindi la vita di tutti i giorni non cambierà troppo, ma la discriminazione legale vi farà sentire più vulnerabili degli altri. Tornando in Italia quindi dovrete anche tornare a battervi per i vostri diritti.

Questo articolo è uscito sul numero 1361di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati