22 febbraio 2021 14:04

C’è un cono d’ombra nella discografia di Aretha Franklin (1942-2018). Gli ultimi cinque album incisi per la Atlantic tra il 1974 e il 1979 non sono mai stati ristampati né propriamente digitalizzati. Non si trovano nelle principali piattaforme di streaming e se non li pescate usati in vinile da qualche parte potete sentirli solo su YouTube grazie a qualche volenteroso divulgatore. Erano anni professionalmente difficili per Franklin: la sua fama di soul sister era fuori discussione, ma i suoi album vendevano sempre meno. Erano gli anni della disco e quel robusto r&b venato di funk che caratterizzava il suo suono dei primi anni settanta appariva ormai datato. Eppure Aretha era sempre Aretha e i cinque album che vanno da With everything I feel in me (1974) a La Diva (1979), considerato il suo triste crepuscolo disco fuori tempo massimo, meritano di essere rivalutati; in particolare Almighty fire, la sua seconda collaborazione con il chitarrista, produttore e attivista Curtis Mayfield.

Aretha aveva già lavorato con Mayfield sull’album Sparkle (1976), la colonna sonora dell’omonimo film con Irene Cara che all’epoca ebbe un discreto successo facendola tornare brevemente in classifica. Nel 1978 però la Atlantic aveva occhi solo per i Rolling Stones di Miss you e per gli Chic di Le freak e promuovere l’ennesimo album di Aretha Franklin non era certo una priorità. È significativa anche la sciatteria con cui è stata realizzata la copertina di Almighty Fire, in cui il viso di Aretha si vede appena, nascosto da una grafica abborracciata a metà strada tra il tascabile rosa e la rivista di esoterismo.

È un vero peccato perché in quegli anni Franklin aveva solo 36 anni e la sua voce era in forma sfolgorante. Ogni pezzo di Almighty fre è stato scritto e prodotto da Curtis Mayfield tranne l’ultimo, la ballad You are my speed, scritta da Aretha stessa con il suo marito di allora, l’attore Glynn Russell Turman (il sindaco di Baltimora nella serie tv The wire). La chimica tra Curtis e Aretha è evidente: lui sa bene cosa piace a lei e lei sa che di lui si può fidare, i due sono esattamente coetanei e sono legati da una profonda amicizia che va oltre la musica.

Il risultato è Almighty fire, un album coeso che pulsa di funk anche quando il tempo rallenta. E Aretha non ha mai cantato così bene. Forse gli artisti fanno bene a uscire ogni tanto dalla propria zona di sicurezza, ma in Almighty fire sia Aretha Franklin sia Curtis Mayfield sono comodamente adagiati nel loro elemento e ascoltarli fare musica insieme è puro piacere. La canzone che dà il titolo all’album, Almighty fire (Woman of the future), è uno dei pezzi funk più riusciti della carriera di Aretha Franklin ed è un inno femminista alle donne di domani, alle donne liberate e orgogliose del 2000 e del 2001, anni che nel 1978 dovevano apparire ancora molto lontani. Pezzi come No matter who you love e Keep on loving you sono pura gioia: la voce di Aretha Franklin brilla di luce propria e come tutte le grandi virtuose fa sembrare tutto facile e naturale.

Aretha Franklin
Almighty fire
Atlantic, 1978