13 gennaio 2021 16:44

Miguel Torga
La vita inedita. Diario 1933-1993
Mimesis, 266 pagine, 24 euro

“A dispetto dell’età, non abituarsi alla vita. Viverla fino all’ultimo respiro sui carboni ardenti”. Non è un romanzo, ma la vita del massimo scrittore portoghese del novecento (più grande, per me, dei pur grandi Pessoa, Lobo Antunes e Saramago), quella che con questa scelta dai suoi diari ci propone, ed era ora, l’instancabile Massimo Rizzante per la bella collana di studi letterari che dirige per Mimesis.

Strenuo oppositore di Salazar (“consumato da tutto, ma soprattutto dall’indignazione”), critico della confusa modernità in cui è precipitato anche il suo mondo, sono sessant’anni di una vita ben spesa che il libro ci racconta, denso di aneddoti e di riflessioni che aiutano a capire un paese e un secolo. Scoprii Torga nella bottega-libreria di José Corti a Parigi e fu proprio Corti, che lo editava come editava l’arduo Gracq, a consigliarmelo: “Le piace Gracq? È tempo che lei scopra Torga”.

Scrittore per pochi? Da questo diario non si direbbe: Torga guardava il mondo in faccia, e non si compiaceva di sé. Di ogni vero poeta (di se stesso e di ogni vero artista) diceva che ha un volto angelico e uno demoniaco. Fu grande come moralista, poeta e narratore, seguendo (come Beckett, che molto amava e che in qualcosa gli somiglia, nipote di Kafka anche lui) un’idea alta e austera di letteratura, ma il suo diario è anche un romanzo del Portogallo, che aiuta a capirlo e ad amarlo.

Questo articolo è uscito sul numero 1391 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati