12 febbraio 2020 17:20

1. Ebbanesis, Bohemian rhapsody
Vita vera o fantasia? La creazione di Freddie Mercury lascia che ambizioni, stress, demoni, fantasmi, sensi di colpa, tutto questo magma interiore confluisca in una fantasmagoria pop-operistica da drama queen che si presta a sfiziose reinterpretazioni. Furia e baccano della vita, cose insensate e potenzialmente dolorose, pronte a tracimare in improvvisi shitstorm. Le due vocalist napoletane con questo pezzo apripista dell’album Transleit catturano questa tempesta in un bicchiere d’acqua, nella dimensione cameristica. Viva la faccia.


2. Don Karate, I wish
Etichette: rimuoverle prima del volo. Stefano Tamburrini, batterista fiorentino, ha suonato con Enrico Rava e Stefano Bollani. E poi salta la trincea del jazz con il suo progetto, Don Karate, e come in 1917 si avventura in una terra di nessuno: fiancheggiato da basso e vibrafono, attraversa lande di desolata elettronica, viene investito da scosse hip hop e raffiche post rock, scosso da ritmica tribale e immerso in flussi ambient. Un eroe che attraversa ponti e porta il messaggio di uno stile eclettico senza steccati. C’è da sperare che circoli di più.


3. Donny McCaslin, Circling (feat. Rachel Eckroth)
Lontano dal sound & fury dei musici arruffapopoli, McCaslin, sassofonista e compositore californiano, è cresciuto tra jazz e fusion (con gli Steps Ahead) ma è portato a esplorazioni culminate come spalla del David Bowie di Blackstar. Nella cui orbita s’è poi mosso, tenendo attiva la formazione di quell’album, per volteggiare alto, in una sfera di pop intellettuale di raffinata fattura compositiva. Il pezzo che dà il titolo al nuovo album, Circling, suona come un invito a godersi la musica e smaltire scorie tossiche dalle nostre brevi vite.

Questo articolo è uscito sul numero 1344 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati