Nelle ultime settimane voci di corridoio insinuavano la possibilità che il gigante statunitense Apple avrebbe comprato la Mistral, una startup francese di intelligenza artificiale. Nell’aria c’era un certo fatalismo in attesa che una storia di successo francese ed europea cadesse nelle mani di un’azienda americana ricchissima. Si parlava di almeno sei miliardi di dollari.

Le cose, alla fine, sono andate diversamente, perché il finanziamento della Mistral è arrivato dall’Europa. In questi tempi segnati dal rullo compressore statunitense guidato da Donald Trump, è un fatto abbastanza raro da essere significativo, anche se il vecchio continente resta fortemente dipendente dagli Stati Uniti sul piano tecnologico.

A concludere un accordo strategico con la Mistral, la “pepita d’oro” francese, è stata l’Asml, un’azienda olandese che molti non avranno mai sentito nominare. L’Asml agisce in modo discreto, ma è la più grande azienda tecnologica europea e domina il mercato mondiale dei macchinari per la fabbricazione dei semiconduttori. Verserà 1,3 miliardi alla Mistral e ne controllerà il 12 per cento del capitale.

Questo investimento importante del colosso olandese trasforma la Mistral nella prima azienda europea d’intelligenza artificiale per valore commerciale, che tocca i dieci miliardi di euro. È un risultato notevole, considerando che parliamo di un’azienda nata nel 2023. Ma bisogna fare le dovute proporzioni: l’OpenAI, l’azienda che ha inventato ChatGpt, vale circa 300 miliardi di dollari. La sua concorrente Antrhopic, anche questa statunitense, raggiunge i 183 miliardi. In questo senso la Mistral, gigante in Europa, resta un nano a livello mondiale.

Negli ultimi tempi, a cominciare con il rapporto dell’anno scorso dell’ex governatore della banca centrale europea Mario Draghi, si è detto spesso che l’Europa rischia di rimanere indietro in campo tecnologico, incapace di valorizzare le iniziative sul continente. Il ravvicinamento inatteso tra l’Asml e la Mistral dimostra che attraversare l’Atlantico per cercare finanziamenti non è l’unica soluzione. All’ultimo aumento di capitale della Mistral hanno partecipato anche alcuni fondi americani, ma la loro presenza è minoritaria.

Un’arma di dominio

L’Europa ha vissuto grandi avventure industriali (basti pensare all’Airbus), ma nonostante il mercato unico, le operazioni tra imprese private come quella tra l’Asml e la Mistral restano troppo rare, soprattutto in un campo così cruciale.

La posta in gioco è semplice: oggi la tecnologia è al centro non solo della concorrenza economica, ma anche della geopolitica mondiale. Se l’autarchia non ha senso, la sovranità costituisce una dimensione cruciale di quest’epoca segnata dalla ridefinizione dei rapporti di forza a livello globale. E l’Europa ha ancora molta strada da fare.

Donald Trump, che punta sulla Silicon valley per imporre la sua egemonia, ha trasformato l’innovazione tecnologica statunitense in un’arma di dominio, che impugna sia con il rivale cinese sia con i presunti alleati europei. La Cina ha dimensioni e capacità di innovazione sufficienti per tenergli testa e in alcuni settori addirittura per superare gli Stati Uniti. L’Europa, invece, è sostanzialmente una preda, un mercato dove Trump vuole impedire di mettere regole.

L’investimento dell’Asml nella Mistral e nella sua intelligenza artificiale “Le Chat” risponde prima di tutto a imperativi industriali e a strategie private. Ma di questi tempi, in cui la geopolitica non è mai troppo lontana, l’operazione ha un significato enorme.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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Cosa succede nel mondo dell’intelligenza artificiale. Ogni venerdì, a cura di Alberto Puliafito.
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