Sommario

514 (14/20 novembre 2003)

Islam. Le donne parlano

Dal Marocco alla Malesia, con o senza velo, le donne musulmane fanno sentire la loro voce

514 (14/20 novembre 2003)

Dibattito

Sorelle minori del Pakistan

Nel 1979 il governo pachistano approvò il decreto Hudood. Da allora la libertà delle donne è fortemente limitata

America Latina

Ottimisti nella volontà

A bordo dell’aereo presidenziale argentino, Horacio Verbitsky intervista il capo di stato, Néstor Kirchner, e il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. I problemi, le sfide ma soprattutto le speranze del continente

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Africa

Rosso d’Africa

Condizioni climatiche ostili, infrastrutture inaffidabili, instabilità politica e carestie: fare il viticoltore tra Tunisi e Johannesburg è una vera impresa. Un lungo viaggio in tutto il continente alla ricerca del buon vino

Dibattito

L’istruzione prima di tutto

Il Corano comincia con l’esortazione: “Leggi!”. Le donne musulmane farebbero bene a seguirla

Dibattito

Iran, le prime della classe

La rivoluzione islamica ha favorito la scolarizzazione delle ragazze. Adesso il loro successo preoccupa i conservatori

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Africa e Medio Oriente

Il colonnello sedotto dal capitalismo

Opinioni

Un giornale di Mosca ironizza su come Berlusconi ha difeso Putin

In regalo

La cartina del mondo a testa in giù

Viaggi

Pellicce in agguato

Incontrare un orso durante una gita nel bosco può essere spaventoso. Ma in Canada si impara ad apprezzare la natura selvaggia. E a sopravvivere

Italieni

La cinese della terza B

Una ragazzina di Melaka racconta i due mesi trascorsi in un liceo di San Donato Milanese. In compagnia di Barry il Coltello, il Topo Diego e Antonio il “terùn”

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Dibattito

Parlano le donne

Religiose o laiche, con o senza velo, le donne musulmane fanno sentire la loro voce. E dal Marocco alla Malesia chiedono che venga riconosciuto il loro ruolo nella società

Anniversari

Dieci anni a capofitto

Il 6 novembre 1993 usciva il primo numero di Internazionale. Il bilancio e i progetti per il futuro di un giornale che deve il successo solo ai suoi lettori

Americhe

Ecuador, Davide contro Golia

Opinioni

Berlusconi e l’Unione europea sono stati indegni di fronte al presidente russo

Scienza e tecnologia

Broccoli a tutto vapore

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Dibattito

Le riforme di Bourghiba

Le donne tunisine hanno diritti inimmaginabili in molti paesi arabi. Eppure all’inizio non li volevano

Medio Oriente

La pace passa da Ginevra

Un piano semplice, quasi rivoluzionario, per risolvere il conflitto mediorientale. L’hanno promosso insieme politici e intellettuali israeliani e palestinesi

Asia e Pacifico

Sumatra inondata e spoglia

Bosnia Erz.

Professore e carnefice

Miroslav Deronjic è un uomo di cultura che si è trasformato in assassino. Oggi è sotto processo all’Aja. Il ricordo di un suo ex alunno

Opinioni

L’attentato di Riyadh è segno di una lotta che è anche interna alla casa reale

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Opinioni

Le elezioni giapponesi confermano il premier Koizumi. Ma l’opposizione cresce

Troppi

Sono giorni bui per la politica estera dell’Italia. Ha cominciato Silvio Berlusconi con la Cecenia: “Non continuiamo a diffondere leggende e guardiamo alla realtà dei fatti”, ha detto. Il premier italiano ha di nuovo tirato fuori la barzelletta (che non fa più ridere nessuno) sui giornalisti capaci di inventare tutto, perfino i massacri russi in Cecenia. Le possibilità sono due. O Berlusconi è all’oscuro di quello che succede laggiù – ma non possiamo crederlo – oppure l’appoggio al suo amico Putin passa sopra perfino alla verità. La sua affermazione è doppiamente grave: perché è il premier di uno dei più importanti paesi europei e perché è il presidente di turno dell’Unione. Sarebbe bene che anche a destra si levassero voci di dissenso e di critica, per questa frase grave e disonorevole. Mentre scriviamo, gli italiani morti a Nassiriya sono diciotto. Non sono tanti: sono troppi.

E dimostrano che se l’Italia è andata in Iraq per mantenere la pace, oggi è trascinata in una guerra cominciata da George W. Bush e Tony Blair. Leggi

Europa

La rottura dei baschi con Madrid

Economia e lavoro

Il trionfo del modello finlandese

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