Sommario

624 (13/19 gennaio 2006)

Dopo Sharon

Articoli di Akiva Eldar, Amira Hass, Herb Keinon, Rami Khouri. E la storia del processo di pace vista attraverso le carte geografiche

624 (13/19 gennaio 2006)

Economia e lavoro

La fine dell’eldorado

Medio Oriente

Le mappe della pace

Finora israeliani e palestinesi hanno ignorato l’importanza delle carte geografiche che accompagnano i loro accordi. Un errore che ha pesato sul fallimento delle trattative

pubblicità

Visti dagli altri

Torino si rinnova e guarda avanti

I giochi olimpici hanno accelerato un processo di cambiamento che ha reso Torino più vivibile e più bella, restituendola ai suoi abitanti. Il reportage di Le Temps

Asia e Pacifico

In Australia non è razzismo da spiaggia

Opinioni

Il profumo di casa

pubblicità

Stati Uniti

Quo vadis, America?

La fiction Rome, ambientata nel 52 avanti Cristo, piace agli americani perché suggerisce paragoni con la superpotenza di oggi

Opinioni

Miracolo politico

Europa

Un matrimonio d’interesse

In copertina

Il grande timoniere

L’uscita di scena di Ariel Sharon apre un vuoto nel mondo politico israeliano e nel processo di pace in Medio Oriente

Ritratto

Dave Ramsey. Il nemico delle carte di credito

Ogni settimana dà consigli a migliaia di radioascoltatori americani su come riprendersi dopo la bancarotta. Regola numero uno: usare solo contanti

pubblicità

Opinioni

La parola: Taikonauta

Opinioni

Riforme necessarie

Argentina

Cambio di gestione

A quattro anni dall’inizio della crisi, continua con successo l’esperimento delle fabbriche occupate. Il racconto degli operai

Opinioni

Yemen

In copertina

La pace secondo Ariel

Sharon è riuscito a cambiare le priorità di Israele e degli Stati Uniti: prima la sicurezza, poi i negoziati. Questa è la sua eredità

pubblicità

Opinioni

Memorie di parte

Malawi

In fondo all’Africa

A Dickson si arriva solo attraverso strade sterrate. Le donne contano i figli morti a causa della carestia e i giovani vorrebbero andarsene. Reportage dal Malawi

Scienza e tecnologia

Un censimento negli abissi

Opinioni

L’eredità di Sharon

Opinioni

Il Natale degli idioti

pubblicità

Viaggi

Un biglietto per l’Europa

Viaggiare in treno dalla Finlandia al Marocco, dal Portogallo alla Turchia. Grazie all’Inter-rail si può. Con pochi soldi, molte sorprese e nessun limite d’età

Opinioni

Guerre senza soldati

Portfolio

Le vedove di Dujail

Le foto di John Moore

Cultura

Cinema, libri, musica, tv

Società

Storie vere, cruciverba, cucina e altro

Opinioni

Armati o disoccupati

Opinioni

Innocente illetterato

Ovunque

“I segni del declino dell’impero sono ovunque. La popolazione che disprezza le istituzioni, il calo del tasso di natalità, il rifiuto degli uomini di servire nell’esercito, un debito nazionale incontrollabile, la diminuzione costante delle ore di lavoro, l’invasione dei funzionari, la degenerazione delle élite. Con il crollo del sistema marxista-leninista non possiamo più citare alcun modello di società del quale si possa dire: ‘Ecco come ci piacerebbe vivere’. Anche se, come in tutte le epoche, troveremo sempre un ciarlatano pronto a dirci che la salvezza è nella comunicazione, nei microcircuiti, nella rinascita religiosa, nella forma fisica o in qualunque altra sciocchezza, il declino di una civiltà è inevitabile come lo è quello degli individui. Tutt’al più possiamo sperare di ritardare leggermente il processo. Ma nient’altro”. Questa settimana con Internazionale c’è Il declino dell’impero americano: uscì al cinema nel 1986, ma sembra scritto ieri. Leggi

Opinioni

Il numero: 1,045

Opinioni

Balle spaziali

Africa e Medio Oriente

Il cacao amaro della Costa d’Avorio

Americhe

Cuba, la transizione che non arriva

Opinioni

Inizio d’anno ipocrita

Scienza

Menti ispirate

A lungo la creatività è stata considerata una sorta di miracolo divino. Oggi si tenta di scoprirne i segreti nel cervello umano

Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.