Sommario

779 (23/29 gennaio 2009)

Happy days

In regalo le prime pagine dei giornali Usa

779 (23/29 gennaio 2009)

Scienza e tecnologia

Charles Darwin contro Galileo Galilei

Società

Il carrello che pensa

Software per studiare le emozioni dei consumatori. Merci disposte in modo da invogliare agli acquisti. La scienza aiuta i supermercati a vendere di più

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Viaggi

All’inizio del mondo

Nella Turchia orientale, tra i siti archeologici e religiosi dell’alta Mesopotamia. Dove tredicimila anni di storia sono ancora vivi

Portfolio

Surrealismo reale

Il messicano Manuel Álvarez Bravo è uno dei padri della fotografia moderna. Le sue foto sono senza tempo, scrive Christian Caujolle

In copertina

Il potere di Michelle

Si occuperà delle bambine, degli amici e della casa. Ma sarà diversa dalle altre first lady. Perché senza di lei Obama non avrebbe vinto. E lo sanno entrambi

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Opinioni

Scuola fai da te

Opinioni

Gli studenti che emigrano

Opinioni

Elettori delusi

Medio Oriente

Le macerie di Gaza

Dopo 23 giorni e 1.300 morti l’operazione Piombo fuso è finita: nella Striscia di Gaza c’è un fragile cessate il fuoco. Ma questa guerra è stata pura follia

Graphic journalism

Cartoline da Harlem

Un fumetto di Yvetta Fedorova

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In copertina

La fiducia di un paese

I cittadini sanno che i problemi degli Stati Uniti sono profondi e duraturi. Ma sono anche convinti che il nuovo presidente ha i mezzi per risolverli

Opinioni

Qualche luce nell’oscurità

Opinioni

Obama mama

Idee

Un luogo in lacrime

Gaza è la più grande prigione del mondo. E l’hanno trasformata in un mattatoio. Presto sarà spazzata via e non resterà che la terra

Africa e Medio Oriente

Caccia agli albini

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Opinioni

Messaggi dal fronte

Opinioni

La stampa dal cuore cieco

In copertina

Presidente Obama

Nel suo discorso d’insediamento Obama ha offerto agli americani la chiarezza e il rispetto che chiedevano da tempo. Forse, con il suo aiuto, gli Stati Uniti ce la possono fare

Ritratti

Henrik May. L’uomo della sabbia

È cresciuto sciando sulle montagne tedesche. A 23 anni si è trasferito in Namibia. E ha scoperto che si può fare lo slalom anche tra le dune

Cultura

Un’arte più magra

La crisi economica potrebbe far bene al mondo dell’arte troppo concentrato sul mercato. La provocazione del critico britannico Waldemar Januszczak

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Asia e Pacifico

Il testamento di un giornalista

Medio Oriente

Fino al prossimo scontro

Israele è più isolato, l’Iran è sempre una minaccia. E anche a Washington tira un’aria diversa. Serve una nuova strategia

Opinioni

1.229.754

Europa

La Spagna vittima della recessione

In copertina

La mia giornata a Washington

Le lacrime, la folla, la musica, la voglia di partecipare. Jovanotti è andato a vedere il giuramento di Obama. Con il freddo ai piedi e l’Italia nel cuore

Opinioni

Il nuovo imperatore

Medio Oriente

Bisogna trattare con il nemico

Israele ha occupato, bombardato e lasciato Gaza senza trattare con Hamas. Ma se vuole davvero costruire una pace duratura dovrà scegliere la via dei negoziati

Cultura

I thriller venuti dal freddo

I romanzi gialli scandinavi hanno conquistato l’Europa. L’inchiesta di uno scrittore francese. Alla ricerca delle ragioni di un successo inatteso

Blog

L’amore e il fastidio per gli oggetti

Niente sapone nel beauty case

Probabilmente molti di voi aggiungeranno a questa lista altre creme (idratanti, esfolianti e così via), ma ricordate che più cose portate, più la valigia pesa. Leggi

Obama

Nel discorso di Chicago, dopo la vittoria, era davvero commosso. Con quello di marzo sulla razza, a Filadelfia, ha scritto una pagina di storia. Il discorso di Washington, invece, è stato un po’ piatto, poco inventivo dal punto di vista retorico, poco appassionante e poco emozionante. Neanche una parola sul Medio Oriente. Non ha parlato della Cina, dell’America Latina o dell’Europa. Sull’economia poteva permettersi qualcosa di più. Sull’ambiente è stato corretto, ma nient’altro. Non ha mai pronunciato la parola internet: irriconoscente, dopo tutti i soldi che ha raccolto grazie alla rete. Insomma, un compitino, troppo astratto, senza guizzi. Sui blog e nei giornali americani, le critiche si sprecano. Va bene. Però, elencando le religioni americane, Obama ha aggiunto i “non believers”, i non credenti. E ha detto che ridarà alla scienza il posto che le spetta. Non è affatto poco, per un presidente che aveva appena giurato sulla Bibbia. Leggi

Opinioni

Il tempo dei caratteri

In copertina

La primavera americana

A Washington si è svolta una festa indimenticabile. Ora Obama deve guidare gli americani nel passaggio dalla gioia catartica alla ferrea determinazione

Economia

I campi di Bill Gates

La fondazione del miliardario statunitense vuole risolvere i problemi dell’agricoltura africana. Gli agroambientalisti, però, l’accusano di credere troppo nel mercato

Economia e lavoro

L’iPhone può essere una miniera d’oro

Americhe

Il mare del Cile distrutto dai salmoni

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