Fabio Ciconte

È direttore dell’associazione ambientalista Terra! Onlus e portavoce della campagna FilieraSporca contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura.

L’azienda accusata di caporalato rifornisce una multinazionale

Una multinazionale britannica ha concluso contratti di fornitura con l’azienda agricola di Rita De Rubertis a Nardò, dove il 20 luglio 2015 è morto il lavoratore sudanese Abdullah Muhamed. Leggi

La morte di un bracciante chiama in causa Cirio e Mutti

Abdullah Muhamed è morto in un campo di Nardò nel 2015. Ora un’inchiesta svela che i pomodori che stava raccogliendo erano destinati a due marchi leader del mercato. Leggi

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Con le aste online i supermercati rovinano gli agricoltori

“È come giocare alla slot machine”. Seduto di fronte al suo computer, Francesco Franzese batte freneticamente sui tasti simulando il gioco al quale si è trovato a partecipare suo malgrado. Trentasette anni, amministratore delegato del gruppo che produce i pelati e la passata La Fiammante, ha il dente avvelenato contro una prassi che si sta sempre più affermando tra gli operatori della grande distribuzione organizzata (gdo): quella delle aste online al doppio ribasso. Leggi

Come il supermercato è diventato un’industria

La marca del distributore, ovvero il prodotto con il logo del supermercato, è in crescita inarrestabile. Da un alto permette prezzi di vendita più bassi, dall’altro rischia di creare un’omologazione verso il basso, alle lunghe dannosa per l’agricoltura, l’industria e per gli stessi consumatori. Leggi

Supermercati, il grande inganno del sottocosto

La scritta campeggia ben visibile all’entrata del supermercato: “Sottocosto”. Passata di pomodoro a 0,49 euro, pacchi di pasta a 0,39, confezioni di tonno da quattro a 1,99 euro. Il locale è quello di una grande catena, a Roma. La promozione è simile a quelle delle aziende concorrenti in tutta Italia. Leggi

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La legge sul caporalato è il primo passo contro la filiera sporca del cibo

L’approvazione in pochi mesi della legge sul caporalato è senz’altro una buona notizia, ma non sufficiente per eliminare in maniera definitiva lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Leggi

In Puglia braccianti e caporali lavorano per uscire dall’illegalità

Abu Sow si è stufato di lavorare nei campi. “Non ha più senso raccogliere i pomodori per quattro soldi. Bisogna cambiare”. Alto quasi due metri, magro come un chiodo, questo senegalese sulla cinquantina ha un sorriso discreto e lineamenti asciutti. E ha capito che l’aria è cambiata per chi sfrutta i migranti. Leggi