Franco Lorenzoni

È un maestro elementare e insegna a Giove, in Umbria. Nato a Roma nel 1953, nel 1980 ha fondato ad Amelia la Casa-laboratorio di Cenci, un centro di sperimentazione educativa. Il suo ultimo libro è I bambini pensano grande (Sellerio).

A scuola di democrazia: perché tutti i bambini sono cittadini

Al festival di Internazionale a Ferrara, Franco Lorenzoni ha spiegato perché la scuola deve essere il luogo che garantisce il diritto di cittadinanza a tutti. Leggi

Perché gli insegnanti devono sostenere la battaglia per lo ius soli

Sono oltre 800mila i figli di immigrati che frequentano le nostre aule. Li guardiamo negli occhi tutti i giorni. Non possiamo fare finta di niente. Leggi

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Cinque ragioni per tornare a don Milani

La scuola italiana ha ancora molto da imparare dal maestro che negli anni sessanta denunciò le sue disuguaglianze. Leggi

I voti e le bocciature fanno male agli studenti e alla scuola

Alla fine i voti sono rimasti anche nella scuola primaria e media. Ministra e governo hanno avuto paura di andare contro l’opinione prevalente degli insegnanti, già abbondantemente irritati per alcune pessime conseguenze della legge della buona scuola e contro diversi opinionisti di peso, che vedono nei voti e nelle bocciature i simboli di una scuola seria e rigorosa. Leggi

In una scuola di Bologna c’è un’isola di libertà per i bambini

Lo scontro tra insegnanti e dirigente scolastica nella scuola primaria Longhena, sui colli di Bologna, solleva questioni educative di vitale importanza. A quanti quarti d’ora di gioco ha diritto un bambino che a 6 anni trascorre otto ore a scuola? Chi decide quanto può durare la sua ricreazione? Leggi

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I sogni senza limiti di Alexander Langer

Il pomeriggio del 3 luglio 1995, a 49 anni, si toglieva la vita il fondatore del movimento verde in Italia. Sognava una società plurietnica, pluriculturale, plurireligiosa, plurilingue, plurinazionale, libera dall’egomania dilagante. E la sua disponibilità totale lo ha portato a una vulnerabilità assoluta. Leggi

La scuola cambiamola, ma insieme

La scuola, oltre al necessario e obbligatorio superamento della condizione di precarietà di troppi docenti e al ripristino di condizioni minime di abitabilità e sicurezza degli edifici – su cui il governo aveva promesso molto e finora ha mantenuto poco – ha assoluto bisogno di spazi e tempi per ripensare se stessa. Leggi