L’11 dicembre il governo bulgaro si è dimesso all’indomani di una nuova imponente manifestazione contro la corruzione nell’apparato statale e a tre settimane dall’ingresso della Bulgaria nell’eurozona.

“Confermo le dimissioni immediate del governo”, ha dichiarato il primo ministro Rosen Željazkov durante una conferenza stampa, mentre i deputati si apprestavano a esaminare una mozione di sfiducia presentata dall’opposizione.

La sera del 10 dicembre decine di migliaia di persone avevano partecipato alle manifestazioni antigovernative nella capitale Sofia e in altre città del paese.

“La corruzione è ovunque”

L’ondata di proteste era cominciata alla fine di novembre, quando il governo aveva cercato di far approvare con procedura accelerata la legge di bilancio per il 2026, la prima in euro.

“Sono qui stasera perché la corruzione è ovunque. La situazione è intollerabile. Gran parte dei miei amici ha lasciato la Bulgaria e non tornerà più”, aveva dichiarato il 10 dicembre all’Afp Gergana Gelkova, una manifestante di 24 anni.

Dopo sette elezioni in meno di quattro anni, nel gennaio scorso si era insediato un fragile governo di coalizione guidato da Željazkov, composto dal partito conservatore Gerb dell’ex primo ministro Bojko Borisov e da altre tre formazioni.

Sotto la pressione della piazza, il 3 dicembre il governo aveva ritirato il progetto di bilancio, che prevedeva l’aumento delle imposte e dei contributi sociali. Secondo l’opposizione e i manifestanti, questi aumenti erano destinati a compensare un gran numero di casi di appropriazione indebita.

All’inizio di questa settimana l’esecutivo aveva presentato un nuovo progetto di bilancio, senza però placare le contestazioni.

Elezioni anticipate

“Più del 70 per cento dei cittadini condivide le rivendicazioni dei manifestanti”, ha dichiarato all’Afp Dobromir Zhivkov, direttore dell’agenzia di ricerca sociale MarketLinks, citando un sondaggio pubblicato l’11 dicembre.

Le dimissioni del governo arrivano in un momento in cui il paese balcanico, il più povero dell’Unione europea, si appresta a introdurre la moneta unica, il 1 gennaio, un evento che secondo molti causerà un aumento dei prezzi.

In base alla costituzione bulgara, le dimissioni del governo dovranno ora essere confermate dal parlamento, che si riunirà il 12 dicembre.

Spetterà poi al presidente Rumen Radev indire le elezioni legislative anticipate entro due mesi.