Il primo ministro sovranista Viktor Orbán è stato sconfitto, dopo sedici anni al governo, dal nuovo partito di centrodestra Tisza nelle elezioni legislative del 12 aprile, segnando una battuta d’arresto per i suoi alleati in Russia e negli Stati Uniti.

Orbán, 62 anni, artefice di un modello illiberale di democrazia sostenuto da molti leader di destra ed estrema destra in Europa e negli Stati Uniti, ha perso il favore degli elettori nel suo paese, stanchi della stagnazione economica, dell’isolamento internazionale e degli oligarchi che accumulano ricchezze.

La sua schiacciante sconfitta ha consegnato a Péter Magyar, 45 anni, leader del partito Tisza, un’ampia maggioranza nel parlamento ungherese, aprendo la strada a riforme significative di un sistema che, secondo i critici all’interno dell’Unione europea, sovvertiva le regole democratiche.

Con quasi tutti i voti conteggiati, Tisza dovrebbe ottenere 138 seggi, con una maggioranza dei due terzi che permetterà a Magyar di cancellare le riforme costituzionali di Orbán e combattere la corruzione.

L’affluenza da record dimostra che per gli elettori ungheresi il voto costituiva un momento di svolta per il paese.

“Ce l’abbiamo fatta, Tisza e l’Ungheria hanno vinto”, ha dichiarato Magyar davanti a decine di migliaia di sostenitori in festa a Budapest.

“Tutti insieme abbiamo battuto Orbán e liberato l’Ungheria, riappropriandoci del nostro paese”, ha aggiunto.

Magyar aveva presentato le elezioni come una scelta tra “est e ovest”, avvertendo gli elettori che Orbán avrebbe allontanato ulteriormente il paese dall’Unione europea (Ue).

Il premier uscente aveva ribattuto che Tisza avrebbe trascinato l’Ungheria in un conflitto con la Russia, un’accusa che Magyar ha smentito.

“Il risultato elettorale è doloroso per noi ma chiaro”, ha dichiarato Orbán nel quartier generale elettorale del suo partito Fidesz.

La caduta di Orbán, in carica da sedici anni, avrà implicazioni significative non solo per l’Ungheria, ma anche per l’Ue, l’Ucraina e altri paesi.

Molti leader europei sono convinti che l’Ungheria rinuncerà al suo ruolo di antagonista all’interno dell’Ue, aprendo la strada a un prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina, su cui Orbán aveva messo il veto.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj si è subito congratulato con Magyar e si è impegnato a lavorare con lui per rafforzare l’Europa e sostenere la pace e la sicurezza.

La sconfitta di Orbán potrebbe anche portare allo sblocco dei fondi europei all’Ungheria, sospesi a causa di riforme che secondo Bruxelles minavano gli standard democratici.

“L’Ungheria ha scelto l’Europa. L’Europa ha sempre scelto l’Ungheria”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

L’uscita di scena di Orbán priverà inoltre il presidente russo Vladimir Putin del suo principale alleato nell’Ue e avrà ripercussioni sulle destre in tutto l’occidente, compresa la Casa Bianca.

Orbán aveva infatti ottenuto il sostegno pubblico dell’amministrazione Trump, culminato con la visita a Budapest del vicepresidente JD Vance la scorsa settimana, nonché del Cremlino e di molti leader europei di destra ed estrema destra.

Ma la sua campagna è stata scossa dalle rivelazioni su come il suo governo agisse in collusione con Mosca su questioni diplomatiche e politiche, anche all’interno dell’Ue.