Il 15 aprile Péter Magyar, vincitore delle elezioni legislative in Ungheria, ha annunciato la sospensione dei notiziari sui mezzi d’informazione statali, che nel corso degli anni sono diventati il megafono del premier sconfitto Viktor Orbán.
“Stiamo assistendo agli ultimi giorni di un apparato di propaganda. Dopo la formazione del nuovo governo, sospenderemo i notiziari dei mezzi d’informazione statali fino a quando non avremo ripristinato il loro ruolo di servizio pubblico”, ha scritto su X.
Il partito Tisza di Magyar ha ottenuto una vittoria schiacciante nelle elezioni legislative del 14 aprile, chiudendo l’era di Orbán, che era diventato un modello per le destre illiberali in tutto l’occidente.
“I cittadini ungheresi meritano un servizio pubblico che dica la verità”, ha dichiarato Magyar all’emittente radiofonica statale Kossuth, dove negli ultimi anni Orbán era ospite fisso mentre i politici d’opposizione non erano quasi mai invitati.
“Ma avremo bisogno di un po’ di tempo per approvare una legge sui mezzi d’informazione e istituire una nuova autorità di controllo”, ha aggiunto.
Orbán ha sempre smentito di aver impresso una svolta autoritaria all’Ungheria, sostenendo di essersi limitato a difendere il carattere cristiano del paese di fronte alle idee liberali promosse dall’Unione europea.
Il partito Tisza di Magyar ha ottenuto la maggioranza dei due terzi in parlamento che gli permetterà di revocare le riforme costituzionali del premier uscente.
Nuovo governo entro metà maggio
Secono i critici di Orbán sia in patria sia all’estero, negli ultimi anni il governo ungherese ha preso sistematicamente di mira i mezzi d’informazione indipendenti, con decine di giornali e di emittenti che sono passati di mano.
Il conglomerato Central european press and media foundation, creato dai fedelissimi di Orbán nel 2018, conta attualmente più di quattrocento testate.
Intanto, il 15 aprile Magyar ha fatto sapere, dopo un incontro con il presidente Tamás Sulyok, che il nuovo governo dovrebbe insediarsi entra la metà di maggio.