Viaggio tra i migranti sfruttati nei campi di Rosarno

28 gennaio 2016 12:41

“Mandarini, una cassa un euro. Arance, una cassa 50 centesimi”, dice il senegalese Mama. Ogni anno migliaia di migranti arrivano nella piana di Gioia Tauro, in Calabria, per lavorare nei campi come raccoglitori di agrumi. L’86 per cento di loro non ha un contratto regolare e guadagna al massimo 25 euro al giorno. I braccianti stranieri, che hanno quasi tutti regolare permesso di soggiorno, mandano avanti un intero comparto agricolo, ma continuano a essere schiavi del caporalato e a vivere accampati in condizione disumane.

L’associazione Sos Rosarno ha creato un modello alternativo, fornendo ai migranti un regolare contratto di lavoro e un salario adeguato. Il reportage di Alessia Marzi e Michela Mancini.

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