Lo sguardo di quattro fotografi sulla crisi dei migranti in Europa

11 gennaio 2017 11:00

Nel 2016 sono arrivati in Europa 361.709 migranti, molti meno del milione giunto via mare nel 2015. Gli arrivi si sono ridotti notevolmente dopo gli accordi conclusi dall’Unione europea con i paesi confinanti. Primo fra tutti quello firmato con la Turchia nel marzo del 2016, che ha determinato la chiusura della cosiddetta rotta balcanica.

Le operazioni di soccorso in mare al largo della Libia, l’arrivo di migliaia di famiglie sulle isole greche e il percorso dei migranti tra l’Ungheria, la Serbia e la Macedonia sono stati alcuni dei fatti più seguiti dai fotoreporter di tutto il mondo.

A ottobre del 2016 i fotografi italiani Francesco Giusti, Giulio Piscitelli, Francesco Zizola e Rocco Rorandelli sono stati ospiti del festival di Internazionale a Ferrara e hanno raccontato in che modo hanno documentato la crisi dei migranti.

Francesco Giusti, sull’isola di Lesbo, ha deciso di allontanarsi dagli sbarchi e concentrarsi sugli oggetti lasciati dai migranti sul loro cammino. Rocco Rorandelli ha scelto una prospettiva inusuale: per avere una visione d’insieme ha scattato le foto dall’alto con un drone, costruendo una sorta di mappatura degli spostamenti lungo la rotta balcanica.

Nel progetto In the same boat Francesco Zizola ha documentato le operazioni di soccorso della nave di Medici senza frontiere Bourbon Argos al largo delle coste libiche. Giulio Piscitelli ha seguito per anni i flussi migratori percorrendo le principali rotte verso l’Europa.

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