Le donne africane raccontano le mutilazioni genitali

14 giugno 2017 09:49

“Urlavo, ricordo ancora il dolore. Ero molto piccola e mi tagliarono con una lametta. La prima notte di nozze è stata molto difficile, era come mettere una fiamma sopra una ferita”, racconta una donna vittima di infibulazione.

Le mutilazioni genitali femminili sono praticate in trenta paesi del mondo. A parte Yemen, Iraq e Indonesia, si trovano tutti in Africa. Secondo l’Unicef circa 200 milioni di donne sono state sottoposte a questa pratica in tutto il pianeta. Più della metà vive in soli tre paesi: Indonesia, Egitto ed Etiopia. Quarantaquattro milioni di ragazze subiscono la mutilazione genitale prima dei 15 anni, in molti paesi viene effettuata prima dei cinque anni.

Da oltre quarant’anni le donne africane combattono per riappropriarsi del loro corpo e della loro femminilità, anche se per molte è una pratica così radicata da non riuscire a concepire la possibilità di abolirla. Il video di Emanuela Zuccalà e Simona Ghizzoni.

Il video, con il titolo originale Uncut, è stato tra i vincitori del premio Anello debole 2017 al festival di Capodarco, dove si è aggiudicato il riconoscimento speciale della giuria di qualità.

pubblicità

Articolo successivo

Rinascita underground