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Al confine con la Francia c’è un modello di accoglienza che funziona

Al confine con la Francia c’è un modello di accoglienza che funziona

17 maggio 2019 13:46

“Il sistema di micro accoglienza diffusa che abbiamo adottato è vincente perché si affida solo a piccoli alloggi affittati dai privati cittadini. Così il migrante diventa il tuo vicino di casa”, dice nel video Enrico Tavan, assessore alle politiche sociali di Avigliana, in val di Susa.

Qui, nel 2016, è stato avviato il servizio di Micro accoglienza diffusa (Mad): i comuni della zona si sono impegnati ad accogliere oltre un centinaio di richiedenti asilo e protezione internazionale (massimo 12 persone per paese) all’interno di abitazioni private. Questo modello favorisce l’integrazione dei rifugiati con la popolazione e il loro sviluppo individuale. “L’equivoco sta nel riconoscere gli altri come ‘stranieri’ e non semplicemente come persone”, aggiunge Lucrezia Riccardi, responsabile area migranti della Cooperativa Orso.

Il video di Annalisa Camilli e Michele Cattani è l’ultimo episodio della serie sulle frontiere Storie InterRotte, realizzata in Mali e al confine tra Italia e Francia.

Storie InterRotte fa parte del progetto “Check point: storie di frontiere tra Europa e Sahel”, promosso da Rainbow 4 Africa-Onlus e Cooperativa Orso, in collaborazione con Engim Piemonte. Il progetto è finanziato attraverso il Consorzio delle ong Piemontesi da Frame, Voice, Report! con il contributo dell’Unione europea. Media partner: Border radio, Radio Beckwith.

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