Anche se il governo cinese prova a nasconderlo in ogni modo, l’industria ittica del paese dipende fortemente dallo sfruttamento della manodopera nordcoreana. In Cina almeno 15 grandi stabilimenti fanno ricorso a questi lavoratori, che sono inviati dal regime nordcoreano in violazione delle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. Sono per la maggior parte donne e vivono in condizioni spaventose, oltre a subire frequenti abusi sessuali.

Una squadra di giornalisti d’inchiesta ha documentato le condizioni di lavoro in queste fabbriche, di cui approfittano anche le aziende statunitensi ed europee che comprano grandi quantità di pesce e frutti di mare a basso costo dalla Cina.

Il video dell’Outlaw Ocean Project.

Questa inchiesta è stata realizzata da The Outlaw Ocean Project, un’organizzazione giornalistica non profit di Washington, Stati Uniti, ed è stata pubblicata anche sul giornale francese Le Monde.

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