Una combattente dell’Unità di protezione popolare (Ypg) sulla linea del fronte meridionale a Kobane, Siria, dicembre 2014. Lo Ypg è un gruppo armato curdo che combatte contro il governo siriano. (Lorenzo Meloni)
  • 17 Mar 2017 15.30

Nel paese dei curdi

17 marzo 2017 15:30

Fino al 30 marzo è in mostra all’Urban center di Rovereto Il paese dei curdi, che raccoglie gli scatti di Lorenzo Meloni. Questo lavoro racconta il Rojava e Kobane, due luoghi simbolo per la storia recente dei curdi.

Il Kurdistan è una regione che si estende per quasi 400mila chilometri quadrati a cavallo tra Turchia, Siria, Iran e Iraq. I curdi sono in lotta da decenni per il riconoscimento del loro diritto all’autodeterminazione. Con il trattato di Losanna del 1923, i territori abitati dalla popolazione di etnia curda – che avevano fatto parte dell’impero ottomano – furono divisi tra quattro paesi. Oggi solo le zone del Kurdistan iracheno e di quello siriano godono di forme di autonomia.

Nel complesso contesto geopolitico del Kurdistan le foto di Lorenzo Meloni si concentrano su due realtà, il Rojava e Kobane, a lungo al centro dell’attenzione dei mezzi d’informazione. La città di Kobane, liberata nel gennaio del 2015 dai combattenti curdi siriani e iracheni, è diventata il simbolo della resistenza ai miliziani del gruppo Stato islamico (Is).

L’esperienza politica del Rojava, la parte nord della Siria abitata in maggioranza da curdi, è un simbolo invece delle aspirazioni sociali e indipendentiste del popolo curdo. Guidato da un partito affiliato al Pkk turco e sostenuto dalle combattenti delle Unità di protezione delle donne, promuove un progetto politico rivoluzionario, che prevede anche la fondazione della prima università, l’Accademia di scienze sociali mesopotamica, aperta ai curdi siriani. Sotto il governo di Bashar al Assad a questa minoranza era vietato l’accesso agli atenei.

Le fotografie esposte in Il paese dei curdi raccontano queste zone strategiche per la geopolitica nel Medio Oriente. Lorenzo Meloni, nato a Roma nel 1983, ha cominciato a collaborare con l’agenzia Contrasto dopo aver terminato gli studi in fotografia. Ha seguito i conflitti nello Yemen, in Libano, in Siria, in Libia e in Turchia. I suoi lavori sono stati esposti in Italia e all’estero. È entrato nell’agenzia Magnum come nominato nel 2015.

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