Donald Trump nella Trump tower a New York, il 9 gennaio 2017.
  • 13 Gen 2017 16.53

Il governo di Donald Trump

13 gennaio 2017 16:53

Il presidente eletto Donald Trump si insedierà alla Casa Bianca il 20 gennaio. Trump ha messo in piedi un governo composto da alleati storici, vecchi amici e anche qualche rivale. Alcune delle sue scelte hanno sorpreso, mentre altre erano più attese. Queste sono le nomine fatte finora. Alcune hanno ancora bisogno dell’approvazione da parte del senato.

Difesa
James Mattis, 66 anni

L’ex generale dei marines, soprannominato “Mad Dog”, guiderà il Pentagono. Mattis è sempre stato critico nei confronti dell’amministrazione Obama, in particolare riguardo all’accordo sul nucleare con l’Iran, un paese che Mattis ha definito “la singola e più duratura minaccia alla stabilità e alla pace in Medio Oriente”. Mattis ha guidato l’esercito in Iraq e in Afghanistan. Per approvare la sua nomina, il congresso dovrà aggirare la legge, visto che Mattis è in pensione solo da quattro anni, mentre ne servono almeno sette per poter fare il segretario alla difesa. Secondo il Guardian, Mattis potrebbe portare Trump su posizioni più moderate e neutralizzare Mike Flynn – scelto come consigliere per la sicurezza nazionale. Rispetto a Flynn, Mattis è infatti considerato meno radicale e più disciplinato.

Esteri (segretario di stato)
Rex Tillerson, 64 anni

Rex Wayne Tillerson è amministratore delegato della Exxon Mobil, una delle più grandi compagnie internazionali di olio e gas, e ha ottime relazioni con il presidente russo Vladimir Putin. La sua esperienza nei rapporti con altre nazioni, anche se esclusivamente come uomo d’affari, è uno dei motivi per cui è stato scelto da Trump. Condivide le visioni politiche del presidente eletto, ma sostiene l’accordo sul clima approvato a Parigi. Durante la sue recente audizione al senato, Tillerson ha dichiarato che la Russia “rappresenta un pericolo”, ma non se l’è sentita di definire Putin un criminale di guerra.

Sicurezza nazionale
John F. Kelly, 66 anni

Generale in pensione nato a Boston, Kelly ha avuto duri scontri negli ultimi anni con l’amministrazione Obama. È considerato molto rigido sulla gestione delle frontiere ed è contrario alla chiusura della prigione di Guantanamo. Il suo dipartimento avrà un compito difficile, quello di gestire il giro di vite promesso da Trump contro gli immigrati irregolari, oltre alla lotta contro il terrorismo domestico. È un esperto di questioni legate al confine meridionale con il Messico.

Direzione della Cia
Mike Pompeo, 52 anni

Deputato del Kansas e membro del comitato dei servizi segreti della camera, si è sempre mostrato incline alle politiche razziste di Trump ed è stato un acceso oppositore di Hillary Clinton. Ha fatto parte del comitato che si occupò di indagare sull’attacco terroristico di Bengasi nel 2012, avvenuto mentre Clinton era segretaria di stato, e individuò proprio lei tra i responsabili della vicenda. Anche lui si oppone all’Obamacare ed è contrario all’aborto.

Tesoro
Steven Mnuchin, 53 anni

Steven Mnuchin è stato nominato segretario al tesoro, uno degli incarichi più importanti nell’amministrazione statunitense. È stato manager della banca d’investimenti Goldman Sachs per 17 anni, ma anche imprenditore, investitore di Wall Street e produttore di Hollywood. In passato ha lavorato per George Soros, uno dei più grandi nemici di Trump e tra i principali finanziatori della campagna elettorale di Hillary Clinton. Tutti questi elementi rendono la sua nomina piuttosto contraddittoria. Nel 2004, con l’aiuto di Soros è riuscito a dare il via all’azienda Dune capital management. Tra le sue proposte ci sarebbe quella di tagliare del 15 per cento le tasse sulle aziende.

Giustizia (procuratore generale)
Jeff Sessions, 69 anni

La nomina di Sessions, ex procuratore e senatore dell’Alabama, ha provocato una forte reazione da parte dei democratici e dei gruppi per i diritti civili. In passato Sessions ha mostrato simpatie per il Ku Klux Klan e ha sminuito colleghi di colore. Durante la campagna elettorale, ha dimostrato il suo supporto verso Trump, in particolare per quanto riguarda il tema dell’immigrazione. In senato si è opposto a quasi tutte le leggi di riforma del sistema migratorio, incluse quelle che avrebbero reso più facile per gli immigrati senza documenti ottenere la cittadinanza. Al contrario, è sempre stato favorevole alla riduzione dei flussi migratori e proporrà un ridimensionamento delle quote per i nuovi ingressi negli Stati Uniti.

Agenzia del commercio
Robert E. Lighthizer, 69 anni

Lighthizer è un veterano della politica statunitense. Ha fatto parte dell’amministrazione Reagan. Avrà un compito cruciale all’interno del governo di Trump: contrastare in modo aggressivo la Cina, il Messico e gli altri paesi che secondo Trump hanno tratto vantaggio dei trattati internazionali sul commercio a scapito dei lavoratori statunitensi.

Lavoro
Andrew Puzder, 66 anni

L’amministratore delegato della compagnia che controlla la catena di fast food Hardee’s and Carl’s Jr. è il nuovo segretario al lavoro. Durante l’amministrazione di Barack Obama si è opposto all’aumento del salario minimo e alla retribuzione del lavoro straordinario, affermando che queste norme avrebbero potuto danneggiare le piccole aziende e creare una perdita significativa di posti di lavoro. La sua azienda è stata accusata di violazione dei diritti dei lavoratori e di pubblicità sessiste. Trump ha dichiarato che Puzder “salverà le piccole imprese dal peso schiacciante delle regole inutili”.

Sanità
Tom Price, 62 anni

Il deputato repubblicano della Georgia, attualmente presidente della commissione bilancio della camera, è stato scelto da Trump come ministro della salute. Price, chirurgo ortopedico, è stato nominato principalmente per via della sua forte opposizione all’Affordable care act (Aca), la riforma sanitaria voluta dal presidente Obama. “È eccezionalmente qualificato per gestire il nostro impegno ad abrogare e sostituire Obamacare”, ha detto Trump annunciando la nomina. Price ha infatti già scritto una proposta per sostituire l’Aca. La nuova legislazione ridurrebbe i sussidi per comprare una polizza di assicurazione sanitaria e farebbe in modo che i sussidi siano distribuiti in base all’età. Inoltre, tra i suoi piani c’è quello di tagliare i fondi a favore di Planned Parenthood, un’organizzazione che fornisce servizi alle donne tra cui metodi contraccettivi e interruzioni di gravidanza. Price è un oppositore dell’aborto. In passato Price ha anche votato contro l’estensione dell’assicurazione sanitaria per i bambini e vuole bloccare i servizi e la protezione che il governo offre alle donne e ai transgender.

Energia
Rick Perry, 66 anni

Governatore del Texas dal 2000 al 2015, è stato due volte in corsa per la Casa Bianca, la prima volta nel 2012 e poi nel 2016, rivale di Trump. In passato è stato molto critico nei confronti del miliardario newyorchese, definendolo “un cancro per il conservatorismo”. Inoltre, durante un dibattito nel 2012, aveva annunciato di voler eliminare il dipartimento dell’energia, di cui oggi si ritrova a capo.

Politiche abitative e sviluppo urbano
Ben Carson, 65 anni

Neurochirurgo infantile in pensione, Carson è stato uno degli avversari di Trump alle primarie del Partito repubblicano. Secondo il New York Times, non ha esperienza al governo e non è un esperto del settore. È noto per i suoi commenti provocatori, in particolare sulla riforma sanitaria. Per esempio, nel 2013 disse che l’Obamacare era “la cosa peggiore mai successa alla nazione dopo la schiavitù” e nel 2014 paragonò l’amministrazione Obama alla Germania nazista.

Politiche ambientali
Scott Pruitt, 48 anni

Il procuratore generale dell’Oklahoma è il nuovo capo dell’agenzia per la protezione ambientale (Epa). In passato ha criticato l’Epa e si è mostrato scettico riguardo alle teorie sul riscaldamento globale. Pruitt è un sostenitore delle fonti di energia fossile, e si teme che possa invertire la rotta, inaugurata dall’amministrazione Obama, sull’energia pulita e sulla lotta ai cambiamenti climatici.

Commercio
Wilbur Ross, 79 anni

Noto investitore statunitense, Ross è stato uno dei consiglieri finanziari della campagna presidenziale di Trump. Nel 2000 ha fondato la compagnia di investimenti WL Ross & Co., che ha poi venduto nel 2006 per 357milioni di dollari, rimanendone comunque il presidente. Da molti è conosciuto come “il re della bancarotta”, per la sua abilità nel rilevare aziende in crisi con grandi potenzialità e rivenderle ottenendo grandi profitti. Ross ha dichiarato di voler abrogare “i cattivi accordi commerciali” che gli Stati Uniti hanno stipulato con molti paesi, come il Trattato di libero scambio nel Pacifico (Tpp), o di migliorarli con nuove negoziazioni.

Trasporti
Elaine Chao, 63 anni

Chao era stata segretaria al lavoro nell’amministrazione di George W. Bush. La sua nomina stupisce perché, come scrive il New York Times, è una donna e un’immigrata di origini asiatiche. Il fatto che Trump abbia voluto Chao nella sua squadra dimostra la sua volontà di circondarsi di persone competenti in grado di portare a termine anche i punti più ambiziosi del suo programma.

Interno
Ryan Zinke, 55 anni

Deputato del Montana ed ex militare delle forze speciali, Zinke è un sostenitore del carbone come fonte di energia. Infatti, ha intrapreso una lunga campagna contro la moratoria sul carbone voluta dall’amministrazione di Barack Obama, che secondo Zinke ha causato la chiusura di molte miniere e la perdita di posti di lavoro.

Istruzione
Betsy DeVos, 58 anni

Miliardaria, attivista e conservatrice, ex presidente del partito repubblicano in Michigan, DeVos è attualmente direttrice dell’American federation for children, un’organizzazione impegnata nel miglioramento del sistema scolastico statunitense. Secondo l’Economist, la nomina di DeVos deve essere accolta con cautela, dato che in passato le riforme scolastiche negli Stati Uniti non si sono rivelate ciò che sarebbero dovute essere e lei è una sostenitrice dell’istruzione privata. In passato, ha promosso la distribuzione di sussidi per permettere alle famiglie di mandare i figli in scuole private.

Piccola e media impresa
Linda McMahon, 68 anni

McMahon è l’ex amministratrice delegata della World wrestling administration (Wwa). Durante la campagna elettorale era stata molto critica nei confronti di Trump, in particolare sui suoi commenti sulle donne. La McMahon è stata cofondatrice, insieme al marito, dell’azienda World wrestling entertainment. Ha lasciato la guida della società nel 2009, per tentare senza successo due corse al Senato, nel 2010 e nel 2012. La sua nomina dovrà essere confermata dal senato.

Dipartimento degli affari dei veterani
David Shulkin, 57 anni

Shulkin è un medico, che ha lavorato per trent’anni nella sanità privata, e ha fatto il sottosegretario del dipartimento. Sarà il primo non militare a ricoprire questo incarico. Durante la campagna elettorale, Trump ha definito il dipartimento un sistema “guasto” che tratta gli immigrati irregolari “meglio dei nostri veterani”.

Ambasciatrice presso le Nazioni Unite
Nikki Haley, 44 anni

Di origini indiane, dal 2011 è la governatrice del South Carolina. Non ha esperienza in politica estera, ma Trump ha detto di averla scelta per la sua abilità di “unire le persone”. Non si è ancora espressa su alcune questioni importanti come la guerra in Siria, ma ha dichiarato di essere contraria all’accordo nucleare con l’Iran.

Agenzia per la protezione dell’ambiente
Scott Pruitt, 48 anni

Pruitt è il procuratore generale dell’Oklahoma. Durante il suo mandato ha guidato l’azione legale contro l’agenda dell’amministrazione per cmbattere i cambiamenti climatici. Come Donald Trump, ha sollevato molti dubbi sui legami tra attività umane e cambiamenti climatici.

Incarichi di livello ministeriale che non richiedono conferma

Michael Flynn, 57 anni, consigliere per la sicurezza nazionale
Flynn ha alle spalle 33 anni di carriera militare, con incarichi di rilievo, come la guida delle missioni Nato in Afghanistan e in Iraq e la direzione della Defence intelligence agency (Dia) dal 2012 al 2014. Dopo essere stato rimosso dalla guida della Dia da Obama, ha fondato la Flynn Intel Group (Fig), un’azienda che fornisce servizi d’intelligence. Durante la campagna elettorale è stato consigliere di Trump e ha dato prova di avere una grande influenza sul nuovo presidente, tanto che alcuni credono che sia lui il motore dietro le prese di posizione islamofobe di Trump. Secondo ilNew York Times, Flynn vuole intraprendere una “guerra mondiale” con i militanti islamici, alleandosi con la Russia di Vladimir Putin, per cui nutre una profonda simpatia.

Reince Priebus, 44 anni, capo di gabinetto
Priebus, presidente del comitato nazionale repubblicano, guiderà lo staff della Casa bianca a partire dal 20 gennaio, quando Trump si insedierà alla Casa Bianca.

Stephen Bannon, 63 anni, consulente strategico
Dopo una laurea alla Business school di Harvard, Bannon fu assunto alla Goldman Sachs, che poi lasciò nel 1990. In seguito fondò insieme ad altri la compagnia d’investimenti Bannon & Co. Sull’onda del successo della nuova società, Bannon si trasferì ad Hollywood, diventando un produttore, soprattutto di film a sfondo politico. Più recentemente, Bannon è stato il fondatore e direttore di Breitbart news, un sito di estrema destra. Sul sito compaiono articoli con titoli come “I contraccettivi rendono le donne meno attraenti e pazze”, e vengono spesso presi di mira gli immigrati e le minoranze. Per questo Bannon è stato accusato di essere xenofobo, misogino, nazionalista e antisemita. Secondo il New York Times, Bannon ha trovato in Trump la personalità carismatica in grado di dare corpo e voce alle sue idee, e ha avuto un ruolo decisivo nel costruire il messaggio politico che ha portato Trump alla vittoria.

Peter Navarro, 67 anni, responsabile del commercio
Navarro, economista, è stato sempre molto critico nei confronti delle politiche economiche e commerciali tra la Cina e gli Stati Uniti. Ha infatti scritto libri sull’argomento e ha anche prodotto un documentario dal titolo Death by China: how America lost its manifacturing base. Navarro sarà a capo del Consiglio nazionale commerciale della Casa Bianca, l’istituzione responsabile delle politiche commerciali del paese. Durante la campagna elettorale è stato consigliere di Trump.

Mick Mulvaney, 49 anni, responsabile del bilancio
Mulvaney, senatore del South Carolina, è un conservatore, un liberista ritenuto vicino al movimento dei Tea Party. È un fervente sostenitore dei tagli alla spesa sociale. Da responsabile del budget, Mulvaney dovrebbe aiutare Trump a cancellare l’Affordable care act, la riforma sanitaria da molti chiamata Obamacare.

Dan Coats, 73 anni, direttore della United States intelligence community
Coats è un repubblicano indipendente. È stato per sedici anni al senato ed è stato ambasciatore in Germania dal 2001 al 2005, durante l’amministrazione di George W. Bush. Rispetto alla Russia, potrebbe avere delle posizioni più critiche rispetto a quelle espresse dal suo futuro presidente. Nel 2014, in risposta alle sanzioni europee contro la Russia per la crisi in Ucraina, Coats è stato uno dei membri del senato statunitense banditi dall’ingressi nel territorio russo. La sua nomina dovrà essere confermata dal senato.

Jay Clayton, presidente della Securities and exchange commission
Avvocato di Wall street e socio dello studio Sullivan & Cromwell guiderà la commissione che vigila sul mercato mobiliare, cioè sulle attività della borsa, i bilanci delle aziende e la tutela di risparmiatori e consumatori. È l’equivalente della Consob in Italia. Alcuni esperti hanno criticato questa nomina, perché i legami diretti con Wall Street potrebbero non essere il requisito migliore per fare di Clayton il cane da guardia ideale.

Kellyanne Conway, 49 anni, consigliera
Conway ha gestito la campagna elettorale di Trump anche se inizialmente sosteneva la candidatura di Ted Cruz. Si è unita a Trump nel luglio del 2016 diventando rapidamente uno dei suoi più vicini collaboratori. È la prima donna nella storia del paese ad aver guidato una campagna elettorale di un presidente.

Sean Spicer, 45 anni, responsabile dell’ufficio stampa e delle comunicazioni della Casa Bianca
Spicer è stato responsabile della comunicazione del Partito repubblicano dal 2011 a 2015.

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