Rondonópolis, Brasile, aprile 2012. Eddi Valdo è un contadino che fa parte di Terra forte, un collettivo di sette contadini che coltivano prodotti diversi, condividendo la terra. Dopo anni di battaglie, il governo gli ha concesso la proprietà undici anni fa. (Pietro Paolini, TerraProject)

Questa terra è mia

22 luglio 2015 14:10

Land Inc. è un viaggio di TerraProject attraverso Brasile, Dubai, Etiopia, Indonesia, Madagascar, Filippine e Ucraina per documentare quella che alcuni definiscono una nuova forma di neocolonialismo mentre altri la ritengono una possibilità di sviluppo: il land grabbing, l’accaparramento delle terre.

Ecco in cosa consiste. Alcuni paesi che hanno bisogno di importazioni per soddisfare la domanda alimentare interna, hanno cominciato a comprare o affittare terreni fertili in altre nazioni per produrre alimenti da esportare nei propri mercati. Parallelamente per alcuni investitori privati la produzione di biocarburanti e l’agricoltura di stampo industriale è una fiorente fonte di profitto e quindi anche loro hanno bisogno di terreni.

Questa corsa per le terre fertili ha avuto una serie di ripercussioni nei paesi interessati. Indigeni e contadini sono stati allontanati con la forza dalle loro terre, perdendo l’accesso alla loro unica fonte di sostentamento. I latifondi monocolturali hanno cominciato a sostituire le piccole produzioni agricole, riducendo la biodiversità delle piante coltivate localmente. E a causa dell’espansione del mercato dei biocarburanti, terra e acqua vengono sfruttati per coltivazioni non alimentari. In molti casi, questo fenomeno ha un notevole impatto ambientale, causando deforestazione, inquinamento e la perdita di controllo delle risorse idriche.

Il progetto Land Inc. fa parte della rassegna Hungry eyes, realizzata dal festival internazionale di fotografia Cortona on the move e da StudioMetria e sarà in mostra nella galleria Area 35 di Milano fino al 1 settembre 2015.

TerraProject è un collettivo di fotografia documentaria fondato nel 2006. Ne fanno parte Michele Borzoni, Simone Donati, Pietro Paolini e Rocco Rorandelli.

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